Pirola Pennuto Zei & Associati ha assistito con successo, innanzi alla Corte di Cassazione, un cliente in una controversia di fiscalità internazionale relativa al riconoscimento del credito d’imposta per imposte assolte all’estero.

Pirola Pennuto Zei & Associati ha agito nel giudizio di legittimità con un team guidato dal partner Tonio Di Iacovo e composto dall’associate partner Giorgio Maria Recine, dai counsel Delia Berto e Antonio Fusco, mentre nei giudizi di merito il contribuente è stato assistito vittoriosamente dal partner Luca Valdameri, dall’associate partner Salvatore Valenti e dal senior associate Salvatore Caiazza.

In conformità a quanto sostenuto da Pirola, la Suprema corte ha rigettato il ricorso dell’Agenzia, ritenendo immune da censure la decisione della Corte di giustizia tributaria di secondo grado della Lombardia, che aveva riconosciuto il diritto del contribuente a fruire del credito d’imposta ex art. 165 Tuir in relazione a redditi da lavoro dipendente assoggettati a imposizione anche nel Regno Unito, a seguito del trasferimento della propria residenza fiscale in Italia, in particolare in relazione a compensi differiti in denaro e in azioni (c.d. deferral).

La controversia è giunta innanzi alla Suprema Corte a seguito di un giudizio vittorioso in secondo grado che accoglieva le doglianze del contribuente.