Delex verso l’azione collettiva contro Mitsubishi e Icig

Il managing partner Giorgio Afferni ha guidato il team di Delex, ottenendo l’autorizzazione per l’accesso agli atti del processo penale

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Redazione  • 12/05/2026
di  Redazione
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Delex, il primo studio legale in Italia specializzato in cause collettive risarcitorie, si prepara ad avviare un’azione collettiva nei confronti di Mitsubishi Corp. e Icig, società controllanti di Miteni, per aver sversato per anni nel suolo e nelle acque dei territori delle provincie di Verona, Vicenza e Padova i composti Pfas prodotti da Miteni, omettendo non solo di eseguire le opere di messa in sicurezza e di bonifica del sito industriale, ma anche di segnalarne l’inquinamento alle autorità competenti in violazione della normativa ambientale.

Il team di diritto ambientale di Delex, guidato dal managing partner Giorgio Afferni, uno degli esperti in Italia di azioni collettive risarcitorie e inibitorie avendo patrocinato alcune delle più importanti azioni collettive promosse in Italia, ha già ottenuto l’autorizzazione per l’accesso agli atti del processo penale della Corte d’Assise di Vicenza e sta completando le attività preparatorie propedeutiche all’avvio dell’azione civile.

Delex ha ricevuto l’incarico di promuovere e patrocinare una causa collettiva finanziata da un fondo americano specializzato nel finanziamento delle liti per agire nei confronti dei soggetti responsabili dell’inquinamento domandando il risarcimento di tutti i danni subiti.

La raccolta delle adesioni, promossa da Finanziamento del Contenzioso, una società specializzata nel cd. Bookbuilding si è conclusa. In particolare, hanno aderito oltre 40.000 soggetti, per un potenziale valore risarcitorio complessivo pari a due miliardi di Euro.

La vicenda è stata al centro del procedimento penale celebrato dinanzi alla Corte d’Assise di Vicenza nei confronti di diversi dirigenti di Mitsubishi, Icig e Miteni, imputati, tra l’altro, per i reati di disastro innominato aggravato, avvelenamento delle acque e inquinamento ambientale. Il processo si è concluso in primo grado con undici condanne e quattro assoluzioni e con il riconoscimento del risarcimento a favore di centinaia di parti civili. Si è trattato di una sentenza di particolare rilievo, che rappresenta un passaggio centrale nell’accertamento giudiziale della contaminazione da Pfas nei territori interessati e per questo definito da molti come il più grande processo per inquinamento ambientale della storia europea.

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