Btlaws, con un team composto da Fabio Gallio, Dario Fabris e Letizia Schiavon, ha ottenuto una pronuncia favorevole dinanzi alla Corte di Giustizia Tributaria di primo grado di Venezia in una controversia relativa al riconoscimento del diritto al rimborso della maggiore eccedenza IVA derivante da imposta assolta in sede doganale su merci sottratte a seguito di furti.
La vicenda riguardava beni destinati all’attività d’impresa e sottratti prima della vendita, per i quali la società aveva proceduto alla regolarizzazione doganale con versamento dei relativi diritti, inclusa l’IVA. Successivamente, la contribuente aveva presentato dichiarazioni IVA integrative per gli anni 2017 e 2018, chiedendo il rimborso della maggiore eccedenza detraibile.
L’Agenzia delle Entrate aveva opposto il silenzio-rifiuto, eccependo, tra l’altro, la tardività dell’esercizio del diritto alla detrazione e prospettando profili di incertezza sulla corretta imputazione temporale delle operazioni, nonché al conseguente trattamento contabile e fiscale dell’IVA.
La Corte ha accolto il ricorso, ritenendo corretto il comportamento contabile e fiscale della contribuente, riconoscendole quindi il diritto al rimborso della maggiore eccedenza IVA
La pronuncia valorizza il principio di neutralità dell’IVA, affermando che il versamento dell’imposta in sede doganale, derivante dalla presunzione legale di immissione in consumo della merce sottratta, non comporta di per sé la riqualificazione del soggetto passivo come consumatore finale né l’automatica perdita del diritto alla neutralizzazione del tributo.
La decisione assume particolare rilievo in relazione al coordinamento tra disciplina doganale, dichiarazioni IVA integrative, termini di esercizio della detrazione e diritto al rimborso dell’eccedenza detraibile.


