Con la sentenza, emessa il 18 giugno 2026, la High Court of Justice di Londra si è pronunciata in merito a una serie di contratti derivati conclusi da Dexia con il Comune di Torino nel 2001 – poi ristrutturati nel 2003 e nel 2006 – nonché alle domande di responsabilità pre- ed extra-contrattuale presentate dal Comune nei confronti di Dexia dinanzi al Tribunale di Torino.
Come in altri contenziosi di questo tipo, i contratti erano retti dal diritto inglese e assoggettati alla giurisdizione esclusiva dei giudici inglesi e, pertanto, Dexia ha adito la High Court of Justice al fine di tutelare i propri diritti.
Dexia è stata assistita da BonelliErede con un team guidato dal partner Massimiliano Danusso, leader del Focus Team Debt Capital Markets, e composto dai senior counsel Ettore Frustaci e Luca Stecca, dalle associate Benedetta D’Amico e Valentina Blazic e da Nicolò Gaggero e Greta Lewin; ed è stata rappresentata in giudizio dinanzi alla High Court dai barrister Andrew Lodder e Matthew Hoyle.
Con la più recente pronuncia, la High Court of Justice ha accertato che gli swaps avevano una funzione di copertura: non erano scommesse finanziarie, bensì operazioni attraverso le quali il Comune ha sostituito il tasso di interesse del proprio debito sottostante. Da qui la conclusione che i derivati non hanno rappresentato nuovo indebitamento per il Comune e, dunque, erano e sono validi ed efficaci. La High Court of Justice ha inoltre accertato che i differenziali corrisposti dal Comune ai sensi degli swaps non avrebbero comunque potuto rappresentare un danno risarcibile.
Il giudice inglese si è inoltre confrontato con il diritto italiano con analiticità e chiarezza, rilevando a questo riguardo che, essendo i derivati di Torino volti a sostituire il tasso di interesse di passività sottostanti effettivamente dovute, le operazioni risultano espressamente consentite dalla normativa pro tempore vigente. Ne consegue che i contratti derivati sono validi e vincolanti anche ai sensi del diritto italiano (nonostante questo non trovi applicazione essendo gli stessi espressamente retti dal diritto inglese), in quanto meritevoli di tutela e connotati da una causa lecita e da un oggetto possibile, determinato o determinabile, anche in assenza della comunicazione da parte dell’intermediario del mark-to-market dei derivati e dei relativi “scenari probabilistici” sull’esito futuro dei differenziali generati dal singolo contratto di swap. La High Court of Justice ha infine riconosciuto il corretto adempimento, da parte di Dexia, di tutti gli obblighi informativi e di comportamento applicabili relativamente alla strutturazione delle operazioni.


