Lo studio legale BonelliErede ha ottenuto un importante risultato in un leading case del contenzioso civile antitrust, culminato con l’ordinanza n. 17328/2026 della Corte di Cassazione, che ha reso definitivo l’accertamento dell’abuso di posizione dominante posto in essere dal gestore del Centro Agroalimentare di Roma.

Gli attori sono stati assistiti dalla Task Force Contenzioso Civile Antitrust di BonelliErede, che ha agito con team guidato dal partner Francesco Anglani, coadiuvato, per i profili di diritto antitrust, dal senior associate Andrea Luigi Montini e, per gli aspetti di contenzioso, dal partner Vittorio Allavena, coadiuvato dal senior associate Alberto Caccavale.

Si tratta di uno dei rari casi in cui un abuso di posizione dominante viene accertato da un giudice civile italiano nell’ambito di un’azione stand-alone, ossia in assenza di un previo accertamento dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato.

Il contenzioso nasce nel 2007 dall’azione promossa da circa cinquanta imprese attive nella distribuzione all’ingrosso, che hanno contestato al gestore del Centro Agroalimentare di Roma l’imposizione di condizioni contrattuali anticoncorrenziali.

Dopo un primo rigetto della domanda per carenza di prova, la vicenda è approdata una prima volta in Cassazione, portando all’affermazione di un principio oggi centrale nella giurisprudenza in materia di azioni civili antitrust: “in presenza di paventate violazioni del diritto della concorrenza, tenuto conto dell’asimmetria informativa esistente tra le parti nell’accesso alla prova”, è necessaria “un’interpretazione estensiva delle condizioni stabilite dal codice di rito in tema di esibizione di documenti, richiesta di informazioni e, soprattutto, di consulenza tecnica d’ufficio” (sentenza n. 11564/2015).

In sede di rinvio, la Corte d’Appello di Roma ha dato concreta applicazione a tale principio, disponendo un’articolata consulenza tecnica d’ufficio. L’istruttoria ha permesso di accertare che il Centro Agroalimentare di Roma non era sostituibile sotto il profilo logistico e commerciale, riconoscendo quindi la posizione dominante del gestore e la natura abusiva di numerose clausole imposte agli operatori (sentenza n. 8364/2023).

Con l’ordinanza n. 17328/2026, la Corte di Cassazione ha infine dichiarato improcedibile l’ultimo ricorso proposto dal gestore del Centro, rendendo così definitiva la sentenza della Corte d’Appello di Roma.