Cantor Fitzgerald sbarca a Milano e affida la guida del nuovo ufficio italiano a Clarence Nahan. La nomina segna un nuovo passo nella strategia di espansione europea della banca d’investimento americana e ridisegna le geografie delle beauty contest legali a Piazza Affari.
Per il mercato legale italiano, la scelta del manager assume un significato strategico immediato: a differenza dei grandi fondi di private equity come KKR, che tendono a muoversi sul mercato internazionale in tandem simbiotico con advisor storici come Kirkland & Ellis, Cantor opererà come banca d’affari e intermediario globale. Questo significa che non ci sarà un “trascinamento automatico” di studi legali statunitensi in Italia, ma si aprirà una competizione fluida e aperta tra le grandi insegne milanesi, che verranno ingaggiate caso per caso.
Nahan conosce da vicino il tessuto professionale nazionale. Prima dell’approdo in Cantor è stato Head of Corporate Development & Investor Relations di Seco, società quotata in Italia sul segmento Star, mentre in precedenza ha ricoperto il ruolo di Director nel team Equity Capital Markets di Mediobanca a Londra e quello di Head of Investment Banking per Francia, Italia e Iberia in Berenberg.
Un percorso che lo ha portato a lavorare per anni a stretto contatto con i dipartimenti Corporate ed Ecm dei principali studi d’affari. Se le storiche relazioni di Seco con le insegne White & Case, Gatti Pavesi Bianchi Ludovici o Latham & Watkins (advisor nel deal 7-Industries) hanno preceduto il suo arrivo nell’azienda tech, Nahan porta in dote a Cantor un quadriennio chiave a Londra nella divisione Equity Capital Markets di Mediobanca. Un percorso, questo a Piazzetta Cuccia, che lascia presumere il consolidamento di una fitta rete di relazioni e sintonie operative con i cosiddetti avvocati di sistema attivi sulla piazza di Milano, dalle insegne native come Chiomenti e BonelliErede, fino ai presidi del Magic Circle britannico, Clifford Chance e Linklaters, storiche controparti nei grandi collocamenti azionari. È proprio questo bagaglio di relazioni cross-border, unito alla profonda conoscenza delle dinamiche di Milano da una cattedra internazionale, ad aver pesato nella scelta di Cantor Fitzgerald di affidargli la guida delle attività di investment banking per il mercato italiano.
Questo network transfrontaliero ha trovato ulteriore linfa nel quadriennio (2020-2024) trascorso alla guida dell’investment banking di Berenberg per il Sud Europa. Un posizionamento, quello nell’hub della banca d’affari tedesca, che nella gestione di collocamenti azionari e sindacati per le Mid-Cap italiane implica una sistematica consuetudine di confronto con advisor internazionali del calibro di White & Case – spesso chiamata a presidiare la contrattualistica dei consorzi di collocamento esteri – e con le principali insegne milanesi specializzate nelle architetture regolatorie cross-border.
Un’attitudine all’interlocuzione legale di alto livello che si riflette anche nel recente capitolo in SECO, iniziato nel 2024. Pur muovendosi nel solco dei canali storici della società, la presenza di un profilo con questo background ha coinciso con una fase di intensa operatività corporate in cui sembra essersi consolidata una naturale vicinanza a insegne fortemente radicate nel Tech M&A e nella contrattualistica d’affari milanese, come LCA e Ristuccia Tufarelli & Partners, da sempre punti di riferimento del comparto nei dossier di crescita esterna e sviluppo.
Lo sbarco di Cantor Fitzgerald impatterà soprattutto le practice legali specializzate in regolamentazione finanziaria, Ipo e aumenti di capitale. Più che sui tradizionali team di private equity, la presenza fisica di Cantor a Milano sposterà l’asse degli onorari verso i partner esperti di Capital Markets e di compliance con Consob e Banca d’Italia. Saranno queste le competenze chiave che gli studi legali dovranno mettere sul tavolo per intercettare il nuovo flusso di mandati generato dall’ufficio di Nahan.


