Gianni & Origoni ha assistito la società lettone Atlas Aerospace SIA e IES nei giudizi instaurati dinanzi al Tar Lazio per l’annullamento dei provvedimenti con cui il Ministero della Difesa ne ha disposto l’esclusione dalle procedure di gara per la fornitura di sistemi aerei a pilotaggio remoto ossia droni militari, finanziate attraverso lo strumento di azione per la sicurezza dell’Europa (Safe), istituito dal Regolamento (UE) 2025/1106.

Lo studio ha agito con un team guidato dal partner Antonio Lirosi, coadiuvato dagli associate Francesco Patrono e Marta Bartoletti. Gop ha collaborato con lo studio Sorainen, che ha assistito Atlas Aerospace con un team guidato dalla managing partner Eva Berlaus, con il coinvolgimento di Katrīne Pļaviņa-Mika.

Con due ordinanze di rinvio pregiudiziale ai sensi dell’art. 267 TFUE, il Tar Lazio ha sottoposto alla Corte di giustizia dell’Unione europea alcune questioni interpretative relative ai requisiti di partecipazione previsti dal Regolamento Safe per le procedure di aggiudicazione finanziate dagli Stati membri attraverso i fondi Safe.

La questione centrale sottoposta alla Corte riguarda, in particolare, la portata della deroga prevista dall’art. 16, paragrafi 3 e 5, del Regolamento SAFE con riferimento agli operatori economici stabiliti nell’Unione europea ma controllati da un operatore di un Paese terzo, il cui controllo sia già stato autorizzato dallo Stato membro interessato a seguito del procedimento di screening previsto dal Regolamento (UE) 2019/452 (c.d. screening FDI, cui corrisponde, nell’ordinamento italiano, la disciplina golden power).

In particolare, la Corte di giustizia dovrà chiarire se l’autorizzazione FDI rilasciata da uno Stato membro vincoli le autorità di un altro Stato membro, imponendo a queste ultime di ammettere l’operatore interessato a una procedura di gara SAFE senza ulteriori margini di valutazione, ovvero se le autorità nazionali conservino il potere di negarne l’ammissione sulla base di autonome valutazioni connesse alla tutela dei propri interessi nazionali di difesa e sicurezza.

Le questioni rimesse alla Corte assumono particolare rilievo per la futura applicazione del Regolamento Safe e, più in generale, per l’evoluzione del quadro giuridico del mercato europeo della difesa, in un settore nel quale l’integrazione europea si confronta direttamente con le prerogative nazionali in materia di difesa e sicurezza.