Il G.I.P. del Tribunale di Udine ha disposto l’archiviazione definitiva del procedimento nei confronti del sindaco Alberto Felice De Toni, difeso da Luca Ponti dello studio Ponti DePauli, accogliendo la richiesta del Pubblico Ministero e rigettando l’opposizione proposta dalle persone offese.
Il procedimento, nato da un esposto depositato il 6 giugno 2024 dai consiglieri di minoranza presso il Comune di Udine, e successivamente alimentato da ulteriori iniziative tra cui opposizioni e integrazioni, traeva origine dall’ipotesi di un presunto patto elettorale illecito secondo cui l’astensione elettorale promossa da Stefano Salmè al ballottaggio del 2023 sarebbe stata concordata con Alberto Felice De Toni in cambio della successiva nomina di Daniela Perissutti alla vicepresidenza di Arriva Udine. Proprio su questo punto, tuttavia, il G.I.P. ha ritenuto che mancasse la prova del presunto accordo.
Si tratta di un provvedimento di particolare rilievo, perché interviene all’esito di un vaglio approfondito, dopo ulteriori accertamenti investigativi e dopo l’udienza camerale celebrata a seguito dell’opposizione all’archiviazione. Accogliendo le tesi della difesa, il Giudice ha ritenuto che gli elementi raccolti non consentano una ragionevole previsione di condanna e che non vi siano ulteriori indagini utilmente esperibili.
L’ordinanza afferma in modo chiaro il punto decisivo della vicenda: manca la prova del presunto accordo illecito contestato.
In particolare, il provvedimento evidenzia che non vi è prova di un pactum sceleris tra De Toni e Salmè, che le ulteriori attività istruttorie richieste in opposizione sono state ritenute dal G.I.P. meramente esplorative, in assenza di fonti dirette, conversazioni, messaggi o incontri documentati idonei a comprovare la promessa contestata e che l’esito è stato determinato non soltanto dalla solidità delle argomentazioni giuridiche, ma anche dal valore probatorio degli elementi acquisiti attraverso le investigazioni difensive, confermando dunque la correttezza della linea difensiva, fondata sin dall’inizio sulla radicale insussistenza di prove a carico del Sindaco De Toni.
L’archiviazione disposta dal Tribunale assume particolare rilievo anche alla luce della precedente archiviazione, intervenuta alcuni mesi fa, dell’esposto relativo all’accordo politico tra il Sindaco De Toni e Ivano Marchiol, siglato pubblicamente in vista del ballottaggio del 2023 e anch’esso oggetto di iniziative giudiziarie promosse da esponenti dell’opposizione. Anche in quel caso, l’ipotesi di reato formulata era quella di corruzione elettorale, successivamente archiviata in via definitiva.
Con il provvedimento odierno si chiude dunque anche la seconda vicenda giudiziaria.


