Dal prossimo anno accademico l’infrastruttura AI per il lavoro legale in Europa, collaborerà con la la Scuola di Giurisprudenza dell’Università Bocconi nell’ambito delle legal clinic e dei laboratori di redazione giuridica.
Lexroom contribuirà al più ampio programma dedicato all’intelligenza artificiale applicata al settore legale che coinvolge anche player internazionali come Harvey e Legora. All’interno del progetto, l’azienda porterà una competenza specifica sui sistemi giuridici di civil law e sul diritto europeo, partendo dall’ordinamento italiano.
La collaborazione segna un passaggio rilevante per il settore: dopo essere entrata negli studi legali e nei dipartimenti legali aziendali, l’intelligenza artificiale arriva nel luogo in cui vengono formati i professionisti che dovranno utilizzarla ogni giorno.
Nelle legal clinic e nei laboratori, studenti, docenti e ricercatori potranno utilizzare Lexroom per effettuare ricerche su legislazione e giurisprudenza, analizzare documenti e redigere atti, pareri e altri testi giuridici. Ogni risultato sarà collegato alle fonti utilizzate, consentendo agli studenti di ricostruire il percorso seguito dall’AI.
Lexroom adotta un approccio data-first, combinando i principali modelli di intelligenza artificiale con un database proprietario di oltre sei milioni di fonti giuridiche verificate. Gli studenti potranno così lavorare su ricerca, analisi documentale e redazione assistita, verificando direttamente i riferimenti utilizzati dall’AI e imparando a valutarne l’affidabilità nel contesto del diritto italiano ed europeo.
La collaborazione avrà un primo momento pubblico ad ottobre 2026, con un forum organizzato dall’Università Bocconi sul futuro della formazione giuridica nell’era dell’intelligenza artificiale.
L’evento riunirà esponenti del mondo accademico, professionale e tecnologico e comprenderà una Legal AI Challenge, durante la quale gli strumenti saranno messi alla prova su un caso concreto. L’obiettivo sarà confrontare approcci e risultati, mostrando non soltanto le potenzialità dell’AI, ma anche i suoi limiti, i processi di validazione necessari e le implicazioni etiche legate al suo utilizzo.
La sfida riflette un cambiamento già in corso nel mercato. L’AI legale viene non valutata soltanto sulla capacità di produrre rapidamente una risposta, ma sulla qualità delle fonti, sulla possibilità di verificare il ragionamento e sulla capacità di inserirsi nei flussi di lavoro dei professionisti.
Per Lexroom, l’ingresso nella formazione universitaria rappresenta quindi un ulteriore passaggio nella costruzione di quello che l’azienda definisce “the new legal standard”: il nuovo modo di lavorare, nel quale intelligenza artificiale, dati giuridici localizzati e controllo professionale lavorano insieme.


