PwC Tax and Legal, con il team di contenzioso tributario guidato dal partner Carlo Romano e composto dagli avvocati Flaminia Ferrucci, Daniele Conti e Flavia Guglielmi, ha difeso con successo – in ambito tributario e penal-tributario – una società italiana appartenente a un primario gruppo multinazionale, nell’ambito di una complessa verifica fiscale all’esito della quale era stata contestata l’asserita partecipazione a un meccanismo fraudolento basato sull’utilizzo di fatture per operazioni soggettivamente e oggettivamente inesistenti, da cui era altresì scaturita l’apertura di un procedimento penale nei confronti dei legali rappresentanti.
L’iter accertativo traeva origine da numerosi procedimenti penali che, negli ultimi anni, hanno fatto emergere un articolato sistema fraudolento ai danni dell’Erario, determinando l’avvio da parte dell’Amministrazione finanziaria di molteplici verifiche fiscali nei confronti di diverse imprese.
Nel caso di specie, i verificatori ritenevano di aver raccolto elementi a carico di alcune controparti contrattuali, nonostante la società assistita avesse effettuato verifiche preliminari sugli stessi soggetti.
Attraverso l’analisi e la ricostruzione di un’ampia documentazione – tra cui fatture, corrispondenza commerciale e ulteriori evidenze documentali – è stata dimostrata sia l’effettiva esistenza delle operazioni sia la completa estraneità della società a qualsiasi schema fraudolento eventualmente posto in essere da terzi.
In sede di accertamento con adesione, l’Agenzia delle Entrate ha rinunciato integralmente alle proprie pretese relative a imposte, interessi e sanzioni, riconoscendo la diligenza e la buona fede della società assistita. È stata applicata unicamente una sanzione residuale, ulteriormente ridotta a un terzo, in relazione alla qualificazione di inesistenza soggettiva delle operazioni, comunque assoggettate al regime di inversione contabile e in assenza di qualsivoglia profilo di connivenza. Tale esito ha comportato il superamento delle ben più ampie contestazioni originariamente formulate in relazione alla ritenuta partecipazione alle operazioni fraudolente.
Lo stesso team ha inoltre assistito la società nel procedimento penale instaurato presso la competente Procura della Repubblica, nell’ambito del quale i legali rappresentanti erano stati iscritti nel registro delle notizie di reato. A seguito dell’attività difensiva svolta, comprensiva della presentazione di memorie e della condivisione degli esiti dell’istruttoria amministrativo-tributaria, il Pubblico Ministero ha richiesto l’archiviazione del procedimento, successivamente disposta dal GIP con decreto.


