Clamorosa accelerazione nel risiko bancario. Intesa Sanpaolo risponde alla proposta di fusione (merger of equals) avanzata ieri da Banco BPM su MPS, lanciando un’Opas volontaria totalitaria sul 100% del Monte dei Paschi per un valore massimo di 30,6 miliardi di euro.

PedersoliGattai e Chiomenti sono gli studi legali in prima linea in quella che è una vera e propria maxi-operazione, con cui Intesa Sanpaolo punta a ridisegnare l’architettura degli istituti di credito italiani.

Così Ca’ de Sass scompiglia le carte in tavola, e blocca, ci prova quantomeno, la proposta di fusione concordata avanzata ieri da Piazza Meda, assistita da Legance (leggi qui la notizia che TopLegal ha dato in anteprima) volto a creare il secondo gruppo bancario italiano da oltre 50 miliardi di capitalizzazione e assistito sul piano finanziario da Citigroup e Goldman Sachs.

Ai fini antitrust, l’Opas include un accordo vincolante per cedere a Unipol Assicurazioni 635 filiali e il brand MPS per 3-3,5 miliardi per cassa.

Per PedersoliGattai, che assiste l’offerente Intesa Sanpaolo, il mandato copre tutti i profili societari, contrattuali e di capital markets del deal, inclusa la preparazione dell’aumento di capitale a servizio del concambio azionario per l’assemblea del 10 settembre.

Lo studio Chiomenti affianca invece Unipol Assicurazioni nella negoziazione dell’accordo quadro e nei profili legali legati all’acquisizione del ramo d’azienda bancario autonomo e delle relative strutture centrali collegate.

L’operazione, che si prevede possa concludersi entro dicembre 2026, punta al delisting di Mps e attende ora il vaglio e le necessarie autorizzazioni da parte delle autorità regolamentari e di vigilanza.