Kkr guarda a Milano, Kirkland & Ellis può seguirlo: il modello degli studi italiani è a rischio

Se Kkr fosse pronto a un ingresso in Italia, come spiega The Lawyer, il suo advisor di fiducia potrebbe seguirlo. Ma così gli scenari potrebbero cambiare

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Giacomo Iacomino  • 24/03/2026
di  Giacomo Iacomino
kkr

Il colosso del private equity KKR sarebbe pronto ad aprire un ufficio a Milano. E secondo The Lawyer (qui l’articolo integrale) l’operazione potrebbe accompagnarsi all’arrivo del suo advisor di riferimento, Kirkland & Ellis.

Se confermata, sarebbe una svolta per un mercato che finora ha retto su un equilibrio abbastanza stabile, nonostante una presenza già consolidata di Ropes & Gray, Latham & Watkins e White & Case.

Kirkland & Ellis, oltre 4.000 avvocati con quasi 2.000 soci distribuiti in 23 sedi in tutto il mondo con head quarter a Chicago, prima law firm ad aver superato i 10 miliardi di fatturato, avrebbe già smentito, ma il punto resta: quando un cliente di queste dimensioni si radica sul territorio, l’ipotesi di seguirlo da vicino entra inevitabilmente nel perimetro strategico. Anche come risposta alla presenza fisica dei concorrenti.

Per gli studi italiani, il tema è strutturale. Il private equity nel Paese si regge ancora in larga parte su un modello di referral: il fondo lavora con il proprio advisor internazionale, che a sua volta attiva uno studio domestico per il diritto locale.

I flussi sono noti e piuttosto concentrati. Lo stesso The Lawyer associa KKR con Kirkland & Ellis e Gianni & Origoni; Bain Capital e BC Partners con Legance; Apollo e PAI Partners con Chiomenti; BonelliErede più esposta sul financing. Una filiera che, nelle operazioni più rilevanti, si ripete con poche variazioni.

L’eventuale apertura a Milano inciderebbe proprio su questo schema. Non servirebbe sostituire in blocco gli studi italiani: basterebbe internalizzare una parte delle competenze locali e lavorare sulle relazioni già esistenti.

Ed è qui che si gioca la partita. Non sul volume, ma sul valore. Se si restringe il perimetro dei referral, gli studi domestici si troveranno a competere per mandati che finora arrivavano con margini più elevati

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Giacomo Iacomino
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