Hogan Lovells e Cadwalader, via libera dei soci alla fusione: New York diventa il quinto motore
I partner approvano la fusione storica Hogan Lovells Cadwalader: 3.100 avvocati e nuovo asse New York-Londra per sfidare l’élite del mercato G20
La fusione tra Hogan Lovells e Cadwalader Wickersham & Taft ottiene il via libera dei partner e apre la strada alla nascita di una nuova piattaforma globale con una chiara vocazione: presidiare il finance internazionale lungo l’asse New York–Londra, integrando competenze regolamentari e contenziose su scala G20.
L’operazione, che porterà alla creazione di Hogan Lovells Cadwalader unisce due modelli complementari. Da un lato Hogan Lovells, già posizionata nei settori ad alta regolazione tra corporate, M&A, regulatory e dispute resolution; dall’altro Cadwalader, storicamente tra i riferimenti di mercato in ambito finance, structured products e capital markets. Il risultato è una piattaforma da circa 3.100 avvocati distribuiti tra Americhe, Emea e Asia-Pacifico.
Più che una semplice aggregazione dimensionale, la fusione risponde a una domanda precisa della clientela: team integrati e capacità di execution su operazioni complesse e cross-border. Non a caso, uno dei baricentri strategici sarà proprio il corridoio New York–Londra, dove si concentrano le principali operazioni di finanziamento e mercato dei capitali, supportato dall’hub di Charlotte, capitale del fund finance e secondo polo bancario statunitense, che diventa snodo cruciale per l’assistenza ai grandi fondi e istituzioni finanziarie.
«Stiamo creando uno studio senza eguali per ampiezza di competenze e presenza nei mercati del G20», ha spiegato Miguel Zaldivar, global Ceo di Hogan Lovells e futuro Ceo di Hogan Lovells Cadwalader. Un progetto che si inserisce nella traiettoria già delineata dal modello Hogan Lovells, basato su un equilibrio tra aree geografiche e practice e su una crescente integrazione tra i diversi “motori” della firm, come emerso anche nell’intervista a TopLegal rilasciata in esclusiva nel numero di dicembre 2025 (puoi scaricarla gratuitamente qui).
Sul piano operativo, New York diventerà il quinto hub strategico insieme a Londra, Washington, Germania e alla regione Fris (Francia, Italia e Spagna), rafforzando ulteriormente il posizionamento transatlantico dello studio.
Per il mercato italiano, l’operazione ha una valenza specifica. «La fusione rafforza ulteriormente il nostro posizionamento nel finance, dove contiamo già un team di primo livello», ha commentato Patrizio Messina, Managing Partner per l’Italia di Hogan Lovells. L’integrazione con Cadwalader consente infatti di aumentare profondità e specializzazione in un’area sempre più centrale per le operazioni cross-border.
Hogan Lovells Cadwalader: la governance
Anche sul fronte governance, la nuova entità manterrà un’impostazione integrata, con rappresentanza di entrambe le firm nei principali organi decisionali, a conferma di un modello che punta sulla collaborazione transatlantica piuttosto che su logiche di assorbimento.
In un mercato legale sempre più polarizzato tra piattaforme globali e boutique specialistiche, la nascita di Hogan Lovells Cadwalader segnala un ulteriore passo verso modelli full-service ad alta integrazione, dove scala, competenze e presenza nei principali hub finanziari diventano fattori competitivi decisivi.
Sul piano della governance, la nuova entità rifletterà un modello realmente integrato. Lo studio sarà guidato da un International Management Committee di 21 membri (di cui 4 provenienti da Cadwalader) e un Board di 13 membri (con 2 rappresentanti di Cadwalader).
Accanto alla leadership globale di Hogan Lovells, che resterà in carica con Miguel Zaldivar nel ruolo di Global Ceo, anche Cadwalader Wickersham & Taft sarà rappresentata nei vertici: Patrick Quinn assumerà la carica di Global Managing Partner for Client and Practice Integration, mentre Wesley Misson diventerà Global Managing Partner della practice Finance. A completare il quadro della leadership per lo studio combinato saranno figure chiave come Angela Batterson e Holly Chamberlain nel Board, mentre Stuart Goldstein, William Mills e Tim Hicks guideranno snodi strategici tra le Americhe e le principali piazze finanziarie.
Cosa cambia concretamente per l’Italia?
L’integrazione con Cadwalader permette alla sede italiana di trasformarsi in un vero hub di eccellenza transatlantico. L’accesso diretto a Wall Street tramite il “quinto motore” di New York consente ai professionisti italiani di gestire operazioni cross-border con processi e tariffe integrate, eliminando le storiche frizioni di coordinamento tra studi diversi.
Il modello valorizza una realtà nazionale in stato di grazia: lo studio in Italia ha chiuso il 2025 con un fatturato record di 77 milioni di euro, superando le stime (70 milioni) e segnando una crescita del 30% rispetto all’anno precedente. Con oltre 170 professionisti tra Milano e Roma e un dipartimento Finance & Capital Markets che da solo genera circa la metà dei ricavi complessivi, Hogan Lovells Cadwalader può posizionarsi come il partner tecnico di riferimento per le grandi operazioni di finanza strutturata e fund finance sul mercato italiano.
Espansione dei volumi, dunque, ma non solo. Come spiegato da Patrizio Messina (Managing Partner Italia) e Miguel Zaldivar (Global CEO) nell’intervista esclusiva a TopLegal dello scorso dicembre, la “secret sauce” risiede in un modello che privilegia il talento locale e la redditività dei margini rispetto alla pura massa critica. Grazie alla fusione, il team italiano non agirà più come semplice supporto locale per i dossier di Wall Street, ma può diventarne protagonista all’interno di una piattaforma totalmente integrata.
L’Italia consolida così la propria ambizione di diventare uno dei pilastri centrali del progetto Fris, capace di coniugare la visione strategica richiesta dai grandi fondi internazionali con una profonda conoscenza del mercato domestico. In questo scenario, l’accesso diretto alle competenze di Cadwalader nei prodotti strutturati funge da moltiplicatore per un ufficio che ha già dimostrato di saper scalare, con numeri e qualità, il mercato dell’eccellenza legale.
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