Weil, Gotshal & Manges si prepara a chiudere dopo 95 anni di attività. Il management committee dello studio statunitense ha raccomandato alla partnership di procedere con uno scioglimento ordinato, al termine di una crisi che nelle ultime settimane ha visto moltiplicarsi le uscite di partner e naufragare il tentativo di fusione con Willkie Farr & Gallagher.

«Dopo un’attenta valutazione delle alternative strategiche, il management committee ha raccomandato alla partnership di procedere con una chiusura ordinata», ha dichiarato un portavoce dello studio. Weil continuerà ad assistere i propri clienti durante il processo, destinato a svilupparsi nei prossimi mesi. Il voto dei partner sulla proposta è atteso nei prossimi giorni.

Fondato a New York nel 1931, Weil era tra i trenta maggiori studi americani per fatturato, con circa 2,1 miliardi di dollari di ricavi nel 2025, 1.200 avvocati e un migliaio di dipendenti nelle funzioni di supporto. Tra i protagonisti della business law internazionale, ha costruito parte della propria reputazione nel restructuring, assistendo grandi gruppi nelle procedure concorsuali di Lehman Brothers, Enron e General Motors.

La fuga dei partner e la successione mancata

La crisi è esplosa a ottobre. Ma già a settembre Bloomberg aveva riferito che lo studio stava valutando possibili aggregazioni per arginare le uscite di professionisti di primo piano, sebbene Weil avesse allora negato di essere impegnata in trattative. Secondo Legal Business, al 27 ottobre erano oltre cinquanta le uscite di partner tracciate dall’inizio del 2026, con una particolare concentrazione tra New York e Londra.

Tra gli addii più pesanti quello di Christopher Machera, co-responsabile del private equity statunitense, passato a Paul Weiss in agosto. A settembre Michael Aiello, presidente del dipartimento corporate e del comitato strategico dello studio, aveva annunciato il trasferimento a Cravath insieme ad altri cinque partner M&A, tra cui Matthew Gilroy, co-responsabile della practice.

Il ricambio ha coinvolto anche i vertici dello studio. Secondo Bloomberg Law, dalla fine del 2024 almeno sette membri del management committee avevano lasciato Weil o risultavano prossimi all’uscita, indebolendo la struttura di governo proprio durante la delicata successione a Barry Wolf.

Alle difficoltà si è aggiunta la crisi della successione al vertice. Ramona Nee, designata il 17 marzo per subentrare a Barry Wolf come executive partner dal gennaio 2027, ha comunicato di non voler assumere l’incarico. Wolf, alla guida dello studio dal 2010, avrebbe dovuto accompagnare la transizione mantenendo la presidenza del management committee fino alla fine del 2027.

La fusione con Willkie e le ultime settimane

Il 19 ottobre era emersa la notizia di trattative per un’aggregazione con un altro studio, successivamente identificato con Willkie Farr & Gallagher. I negoziati si sono interrotti il 22 ottobre, dopo che le parti avevano sottoscritto un accordo di riservatezza (ve lo abbiamo raccontato qui). L’operazione avrebbe dato vita a una realtà con oltre 4 miliardi di dollari di fatturato aggregato.

Il fallimento delle trattative ha accentuato le incertezze sul futuro della law firm, mentre continuavano le partenze. Weil si è quindi avvalsa dell’assistenza di Davis Polk, già coinvolta nella ricerca di una possibile aggregazione, e dello specialista di restructuring Brian Resnick per valutare le alternative disponibili, da una fusione dell’ultimo momento al ridimensionamento delle attività, fino allo scioglimento. Secondo il Financial Times, tra gli impegni finanziari oggetto di valutazione figuravano anche i contratti immobiliari delle sedi internazionali e le obbligazioni pensionistiche.

I segnali di crescita prima della crisi

Eppure, ancora pochi mesi fa, alcuni indicatori economici sembravano offrire prospettive migliori. Nel giugno 2026 Bloomberg Law aveva documentato il ritardo accumulato da Weil rispetto ai concorrenti: nel 2025 i ricavi erano cresciuti meno del 3%, contro un incremento superiore al 13% delle cinquanta maggiori law firm americane. Nei primi quattro mesi del 2026, tuttavia, lo studio dichiarava una crescita del 19% sia dei ricavi sia dell’utile netto rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Anche il reclutamento proseguiva. Nel 2025 Weil aveva registrato 39 ingressi lateral di nuovi soci, un record nella storia dello studio, mentre a settembre rivendicava oltre 50 assunzioni laterali dall’inizio del 2025. Il 25 settembre annunciava il ritorno di Peter Feist da Cravath come co-responsabile del private equity statunitense. «Abbiamo grandi ambizioni per Weil», dichiarava allora Nee, presentando l’operazione come parte degli investimenti destinati a rafforzare lo studio.

A poco più di un mese da quell’annuncio, il management ha raccomandato lo scioglimento. Secondo quanto riferito a Bloomberg Law da un consulente dello studio, Weil ritiene possibile procedere a una chiusura ordinata senza insolvenza. Restano da definire le modalità della chiusura, la gestione dei mandati in corso e le conseguenze per i professionisti e i dipendenti di una delle law firm più conosciute di Wall Street.