M&A Italia 2025: Moda, lusso e private equity spingono il deal making

Nuovo report di Gatti Pavesi Bianchi Ludovici in collaborazione con Mergermarket: 85 miliardi il valore delle operazioni di M&A nel 2025, +20% rispetto al 2024

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Giacomo Iacomino  • 11/03/2026
di  Giacomo Iacomino
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Le sfide macroeconomiche aumentano. La crescita dell’attività di M&A e di private equity non si arresta. Le incertezze sono destinate a perdurare anche per tutto il 2026 tra dazi e volatilità delle catene di approvvigonamento ma non in maniera tale da invertire la rotta delle prospettive per il mercato italiano, che restano positive grazie alla continua attrattiva dei nostri asset e l’interesse internazionale anche verso nuove operazioni nel settore bancario e industriale, con un focus sull’innovazione e la sostenibilità.

Questo emerge dalla ricerca di Gatti Pavesi Bianchi Ludovici in collaborazione con Mergermarket per quanto riguarda il 2025 in Italia: il primo dato importante è il valore totale delle transazioni dl 2025, che ha raggiunto 85 miliardi di euro con un aumento del 20% rispetto al 2024. Scende leggermente il volume: le operazioni sono 1.425, una diminuzione dello 0,6% rispetto all’anno precedente.

Luigi Arturo Bianchi, equity partner di GPBL, ha dichiarato: “Il mercato M&A mostra un trend positivo, sostenuto sia dall’interesse degli investitori internazionali sia da una domanda domestica che rimane solida. L’Italia si conferma un mercato attrattivo, dove l’acquisizione iniziale è sempre più il punto di partenza di un progetto di crescita che passa sempre meno dall’espansione organica e sempre più dall’M&A”.

Per quanto riguarda i settori, quello industriale e chimico resta il più dominante in termine di valore totale (20%) e volume delle transazioni (24%). La più grande operazione in questo ambito è l’acquisizione di Iveco Group da parte di Tata Motors per 7 miliardi di euro. 

La più grande operazione però è quella che proviene dal bancario: Monte dei Paschi Siena ha acquisito Mediobanca per 14,3 miliardi, creando il terzo polo italiano. Un deal che ha messo i propulsori anche alla crescita del settore stesso: +518% in valore rispetto a un anno fa, per un totale di 24,3 miliardi, complici le operazioni secondarie, vedi Bper, che ha acquisito Banca Popolare di Sondrio per 4,6 miliardi.

C’è però un comparto che ha fatto meglio. Ed è il lusso, che ha raggiunto il massimo degli ultimi 5 anni con un incremento del 175% in volume e del 676% in valore rispetto al 2024: in tutto sono 22 le operazioni, per un valore totale di 5,2 miliardi, il 57% del valore totale del mercato consumer. A incidere in questo senso le acquisizioni di Golden Goose da parte di Hsg per 2,5 miliardi e di Versace da parte di Prada per 1,3 miliardi.

Su questo fronte, Andrea Giardino, equity partner di GPBL, ha commentato: “Nonostante l’attuale fase di rallentamento che interessa alcuni segmenti dell’industria della moda, il mercato italiano del fashion e del lusso continua a distinguersi come uno dei contesti più attrattivi per operatori industriali e capitali privati. In molti casi, l’attuale fase di riassestamento del mercato sta accelerando il consolidamento, con gruppi e investitori sempre più focalizzati su asset che combinano valore del brand, solide capacità industriali e un chiaro potenziale di espansione. In questo contesto, l’Italia resta un hub naturale per le operazioni nella moda e nel lusso, e ci aspettiamo che il trend di consolidamento e M&A si intensifichi ulteriormente nei prossimi anni. Stiamo osservando un crescente interesse non solo per i marchi storici iconici, ma anche per realtà in crescita, con un posizionamento distintivo, resilienza operativa e capacità di scalare a livello internazionale”.

In sintesi, crescita straordinaria per l’ambito luxury, l’industriale rimane il principale motore del settore mentre il bancario ha registrato l’operazione più importante dell’anno, con un aumento della performance dei servizi finanziari dal 6% al 18%.

Sul fronte del mercato del private equity, aumenta il volume delle operazioni, +2% con 281 deal, ma scende il valore totale: -21% a 27,8 miliardi. Settori principali? Industria e chimica con il 26% dei volumi totali, segue Tmt con il 19% e Golden Goose come prima operazione, seguita dai 2 miliardi per Milione e il 20% di Plenitude da parte di Ares (Eni), anche in questo caso il valore è di 2 miliardi. 

Secondo GPBL, in Le prospettive per il 2026 prevedono infine, come anticipato, un ulteriore consolidamento nel settore bancario con potenziali fusioni come quella tra Credite Agricole e Banco Bpm, l’industria chimica e industriale continuerà a dominare il mercato M&A con investimenti in soluzioni di mobilità sostenibile mentre il marchio Made in Italy continuerà a sostenere la forte crescita del settore del lusso, grazie all’interesse di investitori internazionali.

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Giacomo Iacomino
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