Fusione tra Inwit e Vodafone Towers, gli advisor
Pedersoli, Nctm, Gop e Latham & Watkins coinvolti nell'operazione che porterà alla nascita del primo tower operator italiano
Pedersoli, Nctm, Gianni Origoni Grippo Cappelli e Latham & Watkins sono gli studi coinvolti nel progetto di fusione mediante incorporazione in Infrastrutture Wireless Italiane (Inwit) di Vodafone Towers, approvato il 18 novembre dal cda di Inwit, che porterà alla nascita del primo tower operator
italiano e del secondo operatore indipendente in Europa, con un parco
che conterà oltre 22mila torri.
Pedersoli, in particolare, ha assistito Inwit con un team guidato dall’equity partner Carlo Pedersoli con l’equity partner Andrea Gandini (in foto), coadiuvati dall’equity partner Diego Riva e dalla partner Marida Zaffaroni per il profili M&A e i contratti commerciali, dall’equity partner Davide Cacchioli e dal partner Alessandro Bardanzellu per gli aspetti antitrust e di golden power; gli aspetti amministrativi sono stati curati dal senior associate Marco Trevisan e dagli associate Rosaria Costanzo e Alessandro Zuccaro, mentre l’equity partner Maura Magioncalda, con il senior associate Michele Parlangeli e l’associate Giuseppe Smerlo, hanno seguito il rilascio dei binding commitments dalle banche finanziatrici e la junior partner Francesca Leverone ha curato la parte capital market.
Nctm ha assistito la direzione legale di Vodafone, guidata da Antonio Corda,
con un team coordinato dagli equity partner Vittorio Noseda e Matteo Trapani, coadiuvati dalla salary partner Lucia Corradi. L’equity partner Carlo Grignani e il salary partner Jacopo Arnaboldi hanno seguito i temi e contratti Ict, mentre l’equity partner Luca Toffoletti la parte antitrust. Infine, l’equity partner Federico Trutalli e il salary partner Andrea Mantellini si sono occupati dei profili tax e l’equity partner Alessandra Stabilini ha curato la parte di capital markets.
Nell’ambito degli accordi stipulati per la predetta operazione complessiva, Tim è stata assistita dallo studio legale internazionale Gianni Origoni Grippo Cappelli con team coordinato dai partner Francesco Gianni e Alfredo D’Aniello, coadiuvati dall’of counsel Giulia Staderini, i counsel Chiara Gianni e Filippo Ughi, con le associate Lavinia Bertini e Caterina Pistocchi, mentre i partner Piero Fattori e Salvatore Spagnuolo hanno curato gli aspetti antitrust, e il partner Antonello Lirosi e il senior associate Carmine Pepe gli aspetti di golden powers. Dei profili tax, invece, si sono occupati i partner Luciano Acciari e Fabio Chiarenza, coadiuvati dai counsel Sandro Maria Galardo e Francesca Staffieri nonché dall’associate Carmen Pisani.
Il team di Latham & Watkins ha assistito le banche finanziatrici con un team composto dai partner Marcello Bragliani e Antongiulio Scialpi con l’associate Davide Camasi.
Al completamento della fusione, Inwit
sarà pariteticamente partecipata da Tim e Vodafone Europe, oggi società
controllanti rispettivamente di Inwit e Vodafone Towers. Il progetto di fusione sarà sottoposto all’assemblea dei soci di Inwit
il prossimo 19 dicembre con la procedura di white wash. La conclusione
dell’operazione resta soggetta a talune condizioni sospensive.
La fusione tra Inwit e Vodafone Towers rientra all’interno dell’accordo tra Tim, Inwit e Vodafone
per la condivisione della componente attiva della rete 5G, la
condivisione degli apparati attivi della rete 4G e l’ampliamento
dell’attuale accordo di condivisione delle infrastrutture di rete
passive, un’operazione che lo scorso luglio ha visto il coinvolgimento
di Gop, Nctm, Pedersoli e Allen & Overy.
Notizia integrata il 1° aprile 2020: si aggiungono i team di Latham & Watkins, di Vodafone e si integrano i team di Gianni Origoni Grippo Cappelli e Nctm.
Notizia integrata il 2 aprile 2020: si integra il team di Gianni Origoni Grippo Cappelli.
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