Sono ancora White & Case e BonelliErede, affiancati da Clifford Chance, a guidare la strategia legale di Mps nella fase più aggressiva della difesa dall’offerta di Intesa Sanpaolo. Il Cda dell’istituto senese, riunitosi per sette ore sotto la presidenza di Cesare Bisoni, ha approvato la scorsa settimana il lancio di due offerte pubbliche di scambio volontarie, contestuali e parallele, su Banco Bpm e Banca Generali, per un controvalore complessivo di circa 34 miliardi di euro.
Il team di White & Case è guidato dal partner Domenico Fanuele: lo studio dunque, assieme a BonelliErede, mantiene il lead già assunto a giugno quando il Monte dei Paschi aveva ricevuto la proposta non sollecitata di Banco Bpm (storicamente affiancato da Legance in ogni recente operazione del risiko bancario) e, in parallelo, l’Opas di Intesa Sanpaolo. Al suo fianco Massimiliano Danusso ed Eliana Catalano, rispettivamente presidente e managing partner di BonelliErede, guidano il team multidisciplinare dello studio.
Il parterre legale si completa con Clifford Chance, in veste di special counsel del Consiglio di amministrazione di Mps, con un team guidato dal senior of counsel Enrico Giordano. La law firm è entrata nel mandato a metà luglio insieme a Vitale & Co. sul fronte finanziario, in vista dell’approfondimento sulla proposta di aggregazione con l’istituto di Piazza Meda. Ubs Europe, BofA Securities e Keefe, Bruyette & Woods completano il parterre degli advisor.
I dettagli dell’operazione
Le due offerte, interamente in azioni, valgono rispettivamente circa 25,3 miliardi per Banco Bpm (concambio di 1,567 nuove azioni Mps per ogni azione del Banco senza premio) e circa 8,72 miliardi per Banca Generali (concambio di 6,958 azioni Mps per ogni azione della controllata di Generali, con un premio del 10%). Al piano si affianca una distribuzione straordinaria da 4 miliardi di euro a favore degli attuali soci Mps, in parte in contanti e in parte in azioni del Leone detenute tramite Mediobanca. Il perfezionamento delle offerte è atteso entro metà febbraio 2027, subordinato alle autorizzazioni regolamentari e al via libera dell’assemblea dei soci MPS, convocata per il 29 ottobre.
La mossa arriva a poco più di due mesi dall’offerta pubblica di acquisto e scambio lanciata a giugno da Intesa Sanpaolo (con PedersoliGattai e Chiomenti) su Mps (leggi qui per i dettagli), osteggiata dal management senese e vista con freddezza dal governo, azionista della banca. Così, invece di limitarsi a respingere l’Opas, l’amministratore delegato Luigi Lovaglio ha scelto di rovesciare il tavolo: assorbendo Banco Bpm e Banca Generali (un anno fa affiancata da PedersoliGattai e Advant Nctm nell’Ops di Mediobanca, poi decaduta), Montepaschi può puntare a diventare il terzo gruppo bancario italiano per attivi, con un bilancio pro forma di circa 466 miliardi di euro e una capitalizzazione pro forma di circa 80 miliardi, rendendosi al tempo stesso troppo grande, e troppo complessa da smontare, per l’operazione di Ca’ de Sass.
Per Lovaglio si tratta di un modello che crea valore attraverso un’integrazione e non attraverso uno spezzatino. E che ha come obiettivo anche la raccolta del consenso degli azionisti forti dei due target: Crédit Agricole, primo socio di Banco Bpm, e Generali, che controlla Banca Generali.


