Bob Iger e Josh Kushner vogliono i Los Angeles Lakers. E Mark Walter è pronto a cedere la franchigia acquistata 14 mesi fa. Sullo sfondo, la famiglia Buss, proprietaria dei Lakers per oltre quattro decenni, che sulla vendita della quota rimasta in mano al trust familiare si spacca letteralmente in due.

È un’operazione record, da 12,5 miliardi di dollari. Ma il passaggio da Walter al gruppo guidato da Iger e Kushner, annunciato ad agosto, deve ancora completare il percorso di approvazione da parte della Nba. Il prezzo segna comunque un salto significativo rispetto ai 10 miliardi di dollari ai quali gli stessi Lakers erano stati valutati nell’operazione che aveva portato l’attuale proprietario alla maggioranza della franchigia. In appena 14 mesi, il valore sulla carta della franchigia è cresciuto di 2,5 miliardi di dollari, circa il 25%.

Ma chi sono gli advisor dell’operazione, che rappresenta il valore più alto mai raggiunto da una franchigia sportiva professionistica?

Gli acquirenti e il venditore non hanno reso pubblici i propri studi legali. Non ancora. Tuttavia, gli affari più recenti dei quattro protagonisti consentono di delineare una possibile mappa degli advisor che gravitano intorno al deal.

Iger, il manager che ha trasformato Disney

Per capire chi sia uno dei due nuovi acquirenti occorre partire da Bob Iger. Non è semplicemente l’ex Ceo di Disney: è il manager che, durante i suoi anni alla guida del gruppo, ha contribuito a trasformare la società in uno dei più grandi conglomerati globali dell’intrattenimento.

Durante la sua prima lunga stagione alla guida di Disney, Iger ha portato a termine alcune delle principali acquisizioni della storia recente del gruppo, da Pixar a Marvel, da Lucasfilm a 21st Century Fox, ampliando enormemente il portafoglio di proprietà intellettuali e di contenuti della società. Tornato alla guida di Disney nel 2022 dopo una prima uscita di scena, ha lasciato nuovamente il vertice nel 2026.

Il patrimonio personale di Iger è stimato da Forbes in 690 milioni di dollari, dato però del 2019: le analisi più recenti, aggiornate alla retribuzione Disney degli ultimi anni, lo collocano oggi in una forchetta tra 600 e 800 milioni di dollari. Inoltre la sua forza finanziaria non è l’unico elemento rilevante per leggere l’operazione Lakers.

Ecco il primo studio legale da inserire nella mappa

Iger è già entrato direttamente nel business dello sport. Nel 2024, insieme alla moglie Willow Bay, ha acquisito il controllo di Angel City Fc, squadra della National Women’s Soccer League, a una valutazione di 250 milioni di dollari. La coppia ha inoltre impegnato altri 50 milioni di dollari per la crescita del club.

Ed è proprio qui che emerge il primo possibile nome da inserire nella mappa degli advisor.

Per l’operazione Angel City, Milbank ha assistito Bay e Iger sul piano legale, con Allen & Company financial advisor. Dall’altra parte, la franchigia della lega americana di calcio femminile si è affidata a Sidley Austin.

È dunque Milbank, uno dei grandi studi corporate statunitensi con una forte practice M&A e private equity – attiva anche in settori come gaming, aviation e infrastrutture – il primo studio da osservare quando si cerca l’orbita legale di Iger nel mondo dello sport.

Kushner, dal venture capital agli asset culturali

Josh Kushner, fratello minore di Jared Kushner, genero del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, arriva invece da un percorso diverso. È il fondatore di Thrive Capital, società di venture capital nata nel 2010 e cresciuta investendo in alcune delle principali società tecnologiche dell’ultimo decennio, da Instagram a Spotify, da Stripe a OpenAI.

Forbes stima il patrimonio personale di Kushner in 5,2 miliardi. Thrive gestisce decine di miliardi di dollari e negli ultimi anni ha progressivamente ampliato il proprio raggio d’azione oltre il venture capital tradizionale.

Il passaggio decisivo è arrivato nel 2026 con Thrive Eternal, nuova piattaforma di investimento destinata a detenere nel lungo periodo un numero limitato di asset considerati difficilmente replicabili dalla tecnologia e dall’intelligenza artificiale: franchise sportive, marchi e istituzioni culturali. Il primo investimento è stato una partecipazione nei San Francisco Giants (baseball) segnando l’ingresso di Thrive nel business delle squadre professionistiche.

Inoltre, c’è un collegamento diretto con Iger. Il ceo di Disney è infatti advisor di Thrive e già nel giugno 2026 Iger e Kushner stavano valutando insieme una possibile candidatura per una futura franchigia Nba a Las Vegas, sempre attraverso Thrive Eternal. Il passaggio ai Lakers, quindi, non è un investimento sportivo improvvisato. I due manager stavano già costruendo insieme un progetto nel settore delle franchigie sportive.

Lo studio che ha collaborato con Kushner

Per Kushner la ricerca degli advisor porta soprattutto a Kirkland & Ellis, studio con una relazione consolidata con Thrive. Kirkland ha assistito Thrive nella creazione di Thrive Holdings, struttura destinata a investimenti di più lungo periodo.

Anche in questo caso si tratta di uno dei maggiori studi globali per private equity e M&A e, soprattutto, uno studio che ha sviluppato una practice specifica per lo sport: il team rappresenta asset manager, family office e altri investitori che alimentano la crescita del capitale istituzionale nell’industria sportiva, oltre a squadre e gruppi proprietari nelle loro questioni legali e commerciali più rilevanti.

È quindi, fra i nomi della lista, quello con la combinazione più evidente tra rapporto con Kushner e competenza sportiva.

Walter e la vendita dopo 14 mesi

Mark Walter è uno dei protagonisti della finanza americana e il fondatore di un impero che negli ultimi anni ha esteso il proprio raggio d’azione dallo sport alle assicurazioni, dall’asset management alla tecnologia. È cofondatore e ceo di Guggenheim Partners, società globale di servizi finanziari che gestisce asset per oltre 325 miliardi di dollari, e co-chairman e ceo di Twg Global, holding da lui fondata nel 2024 che riunisce partecipazioni in diversi settori, compreso quello sportivo.

Walter è noto al grande pubblico soprattutto per il suo portafoglio sportivo. Nel 2012, attraverso Guggenheim Baseball Management, ha guidato l’acquisizione dei Los Angeles Dodgers per 2,15 miliardi di dollari, assistito da Foley & Lardner. È poi entrato nella proprietà dei Los Angeles Sparks e nel 2022 ha rilevato la maggioranza del Chelsea Fc in un’operazione guidata da Latham & Watkins per l’intero consorzio d’acquisto, di cui Walter faceva parte insieme a Todd Boehly, Clearlake Capital e Hansjörg Wyss.

Walter, i Lakers e le rispettive law firm di riferimento

Nel giugno 2025 Walter ha raggiunto con la famiglia Buss l’accordo per rilevare la maggioranza dei Lakers a una valutazione di 10 miliardi di dollari, operazione effettuata attraverso la piattaforma di Walter che ha ricevuto l’approvazione definitiva della NBA nell’ottobre dello stesso anno.

Oggi, appena 14 mesi dopo quell’accordo, Walter si prepara a cedere la franchigia a Bob Iger e Josh Kushner a una valutazione di 12,5 miliardi di dollari.

Nel 2025 Mark Walter si era affidato a Davis Polk per acquistare la maggioranza dei Lakers dalla Buss Family Trust. La situazione, oggi, si è ribaltata: lo stesso Walter si prepara a vendere il controllo della franchigia a Iger e Kushner.

È quindi naturale chiedersi se Davis Polk, un’altra delle law firm più attive negli Stati Uniti nelle grandi operazioni sulle franchigie sportive (ha seguito, tra le altre, anche l’acquisizione dei Washington Commanders di tre anni fa da parte della cordata guidata da Josh Harris per 6,05 miliardi di dollari, ponendo fine alla gestione del precedente proprietario Dan Snyder), possa essere nuovamente al fianco di Walter, questa volta sul lato della cessione.

Tale precedente è particolarmente significativo, perché consente di identificare anche l’altro lato del tavolo. ArentFox Schiff aveva assistito i Lakers e la famiglia Buss nella vendita a Walter ed è uno studio storico della franchigia.

Ma perché Walter vende dopo appena 14 mesi?

La ragione ufficiale non è stata resa nota, ma la tempistica si inserisce in una fase di forte pressione sul suo impero finanziario. Procura federale e Sec stanno indagando su Walter e su alcune società del suo gruppo, tra cui le compagnie assicurative Delaware Life e Clear Spring Life, per verificare se siano stati correttamente comunicati i rapporti finanziari tra gli assicuratori e altre attività riconducibili all’imprenditore.

A febbraio le due compagnie hanno ricevuto un ordine formale da un grand jury federale di consegnare documenti sui propri conti. La verifica interna avviata a seguito di quella richiesta ha fatto emergere che alcuni investimenti erano stati dichiarati come indipendenti quando in realtà erano legati ad altre società riconducibili allo stesso Walter.

La famiglia Buss e il punto che può complicare tutto

La vendita a Iger e Kushner non riguarda però soltanto il passaggio del controllo da Walter ai nuovi acquirenti.

La famiglia Buss conserva una partecipazione del 17,8% nei Lakers e cinque dei sei figli di Jerry Buss hanno votato per cederla al nuovo gruppo. L’eccezione è Jeanie Buss, attuale governor della franchigia, che contesta la decisione dei fratelli.

La questione non è soltanto economica. Per le regole Nba, il governor deve mantenere almeno il 15% della franchigia. Se la quota familiare venisse interamente ceduta, Jeanie Buss perderebbe quindi la posizione che occupa dal 2013.

Il suo legale, Adam Streisand, sostiene che il voto dei fratelli non sia sufficiente ad autorizzare la vendita e che i co-trustee del Buss Family Trust debbano preservare la posizione di Jeanie. La controversia potrebbe dunque finire davanti a un giudice e rappresenta oggi uno degli elementi di maggiore incertezza sulla chiusura dell’operazione.

La vicenda ha inoltre un precedente. Streisand era già stato coinvolto nella disputa familiare del 2017 sul controllo dei Lakers. Il contrasto tra Jeanie e i fratelli non nasce dunque con la vendita a Iger e Kushner, ma riemerge oggi proprio nel momento in cui la famiglia dovrebbe definitivamente uscire dalla proprietà.

Sul fronte della franchigia e della famiglia Buss, come già riportato, compare ArentFox Schiff, che ha una relazione storica con i Lakers (aveva assistito la famiglia nella vendita della maggioranza a Walter nel 2025) e la cui Sports Industry Group è una practice riconosciuta nel settore delle operazioni sportive.

Il contesto: la corsa alle cessioni Nba

L’operazione Lakers si inserisce in una fase di eccezionale attività nel mercato delle franchigie Nba. Negli ultimi 17 mesi si sono susseguite quattro cessioni tra le più rilevanti nella storia della lega: da segnalare infatti anche il deal che ha portato i Boston Celtics ceduti dalla famiglia Grousbeck al gruppo guidato da Bill Chisholm per 6,1 miliardi di dollari, chiusura definitiva ad agosto 2025.

Sul lato dei venditori, Cooley ha agito come advisor legale principale con un team guidato dai partner Matthew Hemington, Steve Tonsfeldt e David Silverman; al fianco di Cooley ha lavorato Gunderson Dettmer come co-counsel, mentre Goodwin Procter ha ricoperto il ruolo di special tax counsel.

Sul lato degli acquirenti, il consorzio guidato da Bill Chisholm e dalla società di private equity Sixth Street si è affidato a Wachtell, Lipton, Rosen & Katz come advisor legale principale, con i partner Edward Herlihy, David Anders ed Eric Feinstein a guidare l’operazione. All’interno dello stesso consorzio, McDermott Will & Emery ha assistito Aditya Mittal e i trust della famiglia Mittal, mentre Ropes & Gray ha rappresentato altri membri del gruppo di investitori.

Non è finita. Proprio in questi giorni, i Minnesota Timberwolves, insieme alla Wnba Minnesota Lynx, con Marc Stad, imprenditore e investitore miliardario statunitense, fondatore e Ceo della società di gestione investimenti Dragoneer Investment Group, che ha rilevato la quota di controllo dal co-proprietario Marc Lore a una valutazione di 4,5 miliardi di dollari.

Una mappa, non ancora gli advisor

Quello che emerge dunque è un quadro abbastanza definito da consentire una prima mappa aspettando le ufficialità. Iger porta con sé il precedente Milbank, utilizzato per l’acquisizione di Angel City. Kushner ha un rapporto significativo con Kirkland & Ellis, maturato nella crescita e nella trasformazione della struttura di Thrive.

Walter è stato affiancato da Davis Polk per comprare i Lakers, oltre ad avere un precedente rapporto con Foley & Lardner (Dodgers, 2012) e con Latham & Watkins come lead counsel del consorzio d’acquisto del Chelsea (2022), operazione in cui però non figura un advisor dedicato al solo Walter.

Sul fronte della franchigia e della famiglia Buss, compare ArentFox Schiff, storico advisor dei Lakers già coinvolto nella vendita del 2025. Accanto a loro, Streisand, partner della law firm Sheppard, Mullin, Richter & Hampton, rappresenta oggi la posizione distinta di Jeanie Buss.

Nessuno di questi nomi può essere oggi indicato come advisor della cessione record da 12,5 miliardi. E proprio la dimensione e la complessità del deal Lakers potrebbe portare nuovi studi nell’operazione. Come per esempio le law firm coinvolte nel deal dei Boston Celtics, un anno fa: Cooley, Wachtell, Lipton, Rosen & Katz, McDermott Will & Emery e Ropes & Gray.