La doppia sfida per il tax manager di domani
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09 feb 2021
Osservatorio Tax

La doppia sfida per il tax manager di domani

I responsabili fiscali delle imprese dovranno affrontare l'intergrazione dell'area tax nel mondo digitale e l'evoluzione del nuovo rapporto tra contribuenti e autorità finanziaria. I risultati della ricerca del Centro Studi TopLegal in collaborazione con l’AFI



Sono due le principali sfide per il tax manager di domani. La prima riguarda l'integrazione dell’area tax delle aziende nel mondo digitale; la seconda, l’evoluzione di questo ruolo alla luce del diverso rapporto tra contribuente e autorità finanziaria, a seguito dell’entrata in vigore, nell’agosto 2015, del regime dell’adempimento collaborativo (cooperative compliance). È quanto emerge dalla seconda edizione dell'Osservatorio Tax del Centro studi TopLegal in collaborazione con l'Associazione fiscalisti d'impresa (Afi).

I risultati sono stati presentati in esclusiva in occasione del webinar del 28 ottobre 2020 destinato a tax director, Cfo, direttori finanza e amministrazione, Ceo, direttori generali e Coo, realizzato in collaborazione con Baker McKenzie, Dentons, Ey e Gatti Pavesi Bianchi Ludovici. L'edizione dell'Osservatorio Tax del 2020 segue quella del 2018, che per prima ha acceso i riflettori sui protagonisti del settore fiscale italiano con lo scopo di fornire una fotografia chiara dell’ecosistema fiscale nazionale, indagando la dinamica tra domanda e offerta dei servizi in ambito tributario.

La ricerca ha raccolto le opinioni dei fiscalisti d’impresa italiani all’interno di una ricerca qualitativa e quantitativa, a cui hanno partecipato 48 responsabili tax delle maggiori imprese del nostro Paese. I tax manager intervistati hanno fornito un quadro preciso e articolato delle loro esigenze, del rapporto con i consulenti, con il top management delle imprese e dei modelli di studio ritenuti più idonei per le diverse tipologie di servizio.

La cooperative compliance
La normativa italiana sulla cooperative compliance è a un livello avanzato rispetto ad altri Paesi europei, anche se una maggiore flessibilità sui requisiti di ingresso – a oggi il regime è accessibile solo da aziende con un fatturato superiore a 5 miliardi – potrebbe spingere un numero maggiore di imprese strutturate verso l’adozione di questo istituto. Di recente, i vertici dell’Agenzia delle entrate stanno lavorando all’ipotesi di un ulteriore abbassamento della soglia, per permettere di entrare anche alle Pmi più virtuose.

Dalla ricerca è emerso un ampio utilizzo della tecnologia, diventata un elemento imprescindibile dell’attività del tax director. L’It rappresenta, inoltre, un arricchimento del comparto fiscale: consente di dedicarsi ad attività ad alto valore aggiunto e di gestire con una maggiore sicurezza e controllo i dati e le procedure, assicurando una maggiore efficienza dei processi operativi. L’adozione di strumenti tecnologici per il fisco – il 63% delle aziende analizzate nel campione se n’è già dotato – richiede, tuttavia, una trasformazione delle competenze del tax manager, oltre a un grande impegno di tempo in fase di implementazione con possibili criticità sui costi. L’investimento richiesto per questi software (tax planning, intelligenza artificiale per la compliance fiscale e contabilità, tax rate, tax control framework) va da 20mila a un milione di euro.

Il rapporto con il consulente esterno
La trasformazione digitale non sembra determinare, invece, evidenti cambiamenti nel rapporto con i consulenti fiscalisti esterni. In risposta a un’esigenza qualificata, infatti, non si modificheranno i volumi della domanda di consulenza, interrogata piuttosto su temi considerati di maggiore complessità e selezionati su criteri che prescindono la digitalizzazione.

Dal consulente esterno, le direzioni fiscali si aspettano, accanto a una forte specializzazione verticale e a una maggiore proattività nell’interpretazione della produzione normativa, anche il possesso di competenze sul fronte digitale. Ai fiscalisti esterni sono richiesti spunti per anticipare i cambiamenti che possono essere molto impattanti sul business delle imprese.


Il testo dell'articolo è stato pubblicato all'interno dell'Osservatorio Tax 2020, disponibile qui.
tags: DentonsEYBaker McKenzieGatti Pavesi Bianchi Ludovici
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