VERTIS ENTRA IN KARALIT SENZA LEGALI

Il fondo, al suo 14° investimento in tre anni, non ha chiesto supporto a un advisor per l'operazione

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Amministrazione  • 14/09/2012
di  Amministrazione
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Vertis entra in Karalit senza avvocati. Sarà anche il risultato della ripetitività del tipo di operazione (il fondo è ormai al suo 14esimo deal), fatto sta che un’iniziativa di M&A, per quanto di dimensioni limitate, avviene in assenza del supporto di uno studio legale.

Vertis Sgr, tramite il fondo chiuso Vertis Venture, ha fatto il suo ingresso in Karalit, azienda che sviluppa e produce software nel settore della fluidodinamica computazionale (CFD), con un investimento di 350mila euro.

L’operazione, appunto, non è stata curata da un advisor, bensì è stata gestita dallo stesso amministratore delegato del fondo, Amedeo Giurazza.

Vertis, nei precedenti investimenti, si era avvalso della consulenza di studi come Gianni Origoni Grippo & Partners, Alpeggiani e associati, Portolano Cavallo e Bird & Bird. Questa volta, potrebbe aver optato per una strategia di massimo taglio dei costi. Anche perché, evidentemente, acquistando si impara.

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