TAX

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Amministrazione  • 30/01/2014
di  Amministrazione
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pubblicato in TopLegal novembre 2013                                                                              

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NELLA MORSA DEL FISCO
Cresce la stretta dell’Agenzia delle Entrare sui bilanci e sul transfer pricing. Una stagione di blocco per operazioni straordinarie e consulenza mentre riparte la fiscalità finanziaria 

A dispetto della situazione di crisi ge­nerale che vede numerose practice in forte difficoltà, il tax, quale settore anti­ciclico, sta vivendo una stagione parti­colarmente vivace. Il trend positivo era già stato registrato dal Centro Studi nel biennio 2011-2012, perciò la fotografia relativa al 2012-2013 non fa altro che avvalorare il risultato precedente, confer­mando quanto il tax produca buoni volumi di lavoro.

Il merito di questa continua ascesa è dato all’incremento dell’attività contenziosa e pre­contenziosa, da ascriversi all’atteggiamento sem­pre più aggressivo adottato dall’Amministrazione finanziaria nei confronti dei contribuenti. L’obiet­tivo di tale inasprimento dei controlli è quello di massimizzare il gettito derivante dall’attività di verifica e accertamento. Ma l’attenzione dell’A­genzia delle entrate non si è focalizzata solo sui bilanci e sui redditi ma anche su quei settori che fino a qualche anno fa erano considerati margi­nali, come il transfer pricing. L’elevata richiesta di consulenza, sia nella fase di reportistica ( pre­disposizione di master e country file) sia nella fase di implementazione delle politiche di prezzi di trasferimento, ha calamitato l’interesse delle autorità fiscali verso la giusta applicazione ed elaborazione di tali politiche.

Il filone della consulenza ordinaria è, invece, sostan­zialmente statico e vede il consolidamento dei flussi di lavoro del biennio passato. Questo perché, data la re­cessione economica, le aziende si limitano a chiedere assistenza su tematiche tributarie di natura obbligatoria, ricorrendo solo se necessario, a richieste di tipo straor­dinario. Stesso discorso per quanto riguarda i mandati di m&a, la cui strutturazione è in stallo, con poche ope­razioni in cantiere sebbene di ingente importo.

Diverso è il dato registrato per la fiscalità finan­ziaria: nel biennio 2012-2013 il mercato ha vissu­to una ripresa dei mandati di capital markets (ma solo nel ramo debt), di cartolarizzazioni ed emis­sioni; basti pensare al maxi finanziamento Snam-Eni da 9 miliardi di euro o a quello di 1,8 miliardi per la costruzione e mantenimento dell’autostrada Brebemi. Un ottimo risultato, in termini di fattu­rato, è stato raggiunto, infine, dalla fiscalità inter­nazionale, merito della maggiore integrazione dei mercati e della crescente attenzione all’interna­zionalizzazione delle imprese italiane. 


Il mercato legale 

L’elevata ramificazione della practice tax si riflette nelle compagini tributarie che operano nel mer­cato: da un lato ci sono studi che, per la struttu­ra e il dispiegamento di risorse umane, riescono ad attirare operazioni straordinarie complesse, curandone, quindi, anche i cavilli fiscali; dall’al­tro ci sono team che, forti anche di un poderoso dipartimento di finance, curano la fiscalità finan­ziaria nei maggiori investimenti ed emissioni per conto di storici clienti bancari e finanziari. Sulla fiscalità internazionale e transfer pricing premia il network capillare e la complessa rete di rela­zioni con clienti stranieri, mentre il contenzioso tributario rimane un’attività di nicchia in cui si fanno sempre più strada piccole strutture guidate da professori universitari o composte da squadre di pochi fiscalisti, dediti quasi esclusivamente alla risoluzione delle dispute.

Secondo i dati raccolti dal Centro Studi TopLegal, a presidiare il mercato in esame sono ancora le boutique, sebbene i dipartimenti di insegne multidisciplinari stiano conquistando posizioni, assegnando al ramo fiscale più auto­nomia e peso al loro interno. Emblematico, da questo punto di vista, la recente nomina del fi­scalista Stefano Simontacchi a managing partner di Bonelli Erede Pappalardo. Proprio a fronte di una maggiore competizione, alcune delle note boutique si sono attrezzate per fornire offerte in­tegrate di servizi legali e fiscali. Tremonti Vitali Romagnoli Piccardi, che ha vissuto il ritorno del suo fondatore ed ex ministro delle finanze Giulio Tremonti, ha siglato un’alleanza strategica con Shearman & Sterling, il cui obiettivo è quello di accrescere l’ampiezza e la portata geografica dei propri servizi, rispettivamente fiscali e societa­rio- finanziari. Dal lato acquisti di nuovi esperti, Di Tanno ad inizio 2013 ha preso il socio Marco Carbonara, in uscita da Pedersoli, con lo scopo di rafforzare l’offerta in aree civilistiche come m& a, private equity e restructuring.

Sebbene tra il 2012 e il 2013 il bacino di attori rimanga sostanzialmente invariato e stabile ri­spetto al biennio precedente, non sono mancati alcuni spostamenti di peso. La più significativa, in termini numerici e d’impatto sul mercato, è stata quella che ha coinvolto Cba e che ha visto l’uscita di circa un terzo dei suoi professionisti, 60 dei quali si sono ricostituiti in una nuova re­altà nata ad inizio 2013 con il nome di Legalitax. Nel contesto di tale diaspora, il socio Stefano Capponi è andato a rafforzare l’area tax di Dla Piper. Altra perdita da segnalare ha riguardato la boutique di Francesco Facchini e Luca Rossi, che, con l’uscita del terzo name partner Paolo Scarioni ( la cui destinazione è ancora scono­sciuta), ha riorganizzato il dipartimento e cam­biato nome in Facchini Rossi & soci.


Colpito dalla scomparsa a marzo di uno dei fon­datori, Pietro Adonnino, Cms Adonnino Ascoli e Cavasola Scamoni ha visto la fine alla decennale collaborazione con Carlo Romano, che è passato nella sede romana del dipartimento tax & legal di PricewaterhouseCoopers. Il grande assente di quest’anno è il diparti­mento fiscale di Tonucci & partners, che ha subito l’uscita di entrambi i professionisti che nel 2012 permisero allo studio di qualificarsi tra i protago­nisti del mercato fiscale: Guido Lenzi e Andrea Vernier, quest’ultimo confluito in Miccinesi e Associati, nota insegna fiorentina del tax.


Chi, invece, ha investito creando ex novo il di­partimento fiscale è stato Pavia e Ansaldo con l’ingresso di Marino Tancredi, ex Grimaldi, il quale ha preso la guida del team consentendo allo studio di insediarsi sul mercato di riferimento.

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