QUATTRO AVVOCATI NEL CANTIERE IP

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Amministrazione  • 07/06/2012
di  Amministrazione
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Quattro avvocati, esperti di Ip, che hanno fatto la gavetta presso un unico studio legale (Trevisan e Cuonzo), si incontrano su un treno e prende vita IPyard. L’idea è nata su iniziativa di Elena Martini ed Eva Callegari dello studio Callegari & Martini, Laura Orlando di Simmons & Simmons e Luigi Manna di Lgv. Dopo un convegno insieme e, appunto, un viaggio in treno, l’idea si è trasformata, nel giro di un mese e mezzo, in una realtà, che ha preso la forma di un’associazione di studio.

??«Ci siamo resi conto – spiega Martini – che non sempre si parla di Proprietà intellettuale con cognizione di causa e con un’esperienza quotidiana e diretta del settore. Per cui ci siamo detti, perché non creare una serie di iniziative che parlino e spieghino nel concreto le tematiche Ip?». L’avvocato interviene nel corso dell’incontro con TopLegal, in quello che è il primo vero meeting fisico degli associati (finora avevano condiviso opinioni via web o al telefono).??
Così come l’idea, anche il nome è nato sulle rotaie e vuole indicare la continua trasformazione delle normative in materia e la necessità di approfondire gli argomenti. Il logo? Anche quello fai da te. Opera di Martini con la condivisione dei soci e il supporto di parenti e amici, coinvolti per un breve sondaggio di gradimento.

??«Ci proponiamo – interviene Manna – di far convivere le tematiche tradizionali dell’Ip con le nuove tecnologie e poter aprire interessanti dibattiti». Dibattiti che i soci di IPyard si augurano di poter innescare nel blog del sito, cui potranno prendere parte non solo avvocati, ma anche consulenti brevettuali, diretti operatori del settore e cultori della materia. Gli stessi che potranno candidarsi a entrare a far parte dell’associazione. Le candidature potranno essere inoltrate dal sito, ma sarà poi il consiglio direttivo ad accettare o meno i nuovi associati. Adesso, commenta Orlando, «puntiamo molto sul Blog, ci piacerebbe vedere discussioni e riflessioni partire proprio da lì. E chissà che un domani l’associazione non possa prendere un respiro internazionale. Anche per questo abbiamo scelto questo nome. D’altra parte lavoriamo tutti e quattro molto con l’estero».??
Tra una riflessione e l’altra potrebbe emergere qualche indicazione interessante e magari la possibilità di avanzare proposte di legge. «Il nostro è un taglio scientifico e non politico – precisa Callegari -. Ma nel momento in cui ci rendessimo conto che un’indicazione tecnica potrebbe essere utile, allora si potrebbe pensare ad avanzare suggerimenti ai vertici istituzionali».

??Non è consueto vedere avvocati riuniti non a scopo di lucro. Anche a causa di un forte individualismo regnante tra i signori del foro, ogni legale tiene per sé i propri segreti, ma «è importante scambiarsi opinioni e condividere pensieri – continua Callegari-. Un avvocato non cresce solo chiuso nel proprio studio. Insieme ai colleghi si possono trovare nuovi spunti». ??
E visto l’affiatamento tra i quattro è facile far galoppare la fantasia e immaginare che un giorno IPyard possa trasformarsi da associazione di studio ad associazione. Ma è troppo. I quattro ci tengono a precisare di non averci mai pensato e di stare bene ognuno nel proprio studio. Come dire, un passo innovativo per volta.

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