Pedersoli, Chiomenti e BonelliErede per il deal Repubblica-La Stampa

Il perfezionamento dell’operazione di fusione è soggetto all’autorizzazione delle Authority

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Amministrazione  • 03/03/2016
di  Amministrazione
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BonelliErede, Chiomenti e Pedersoli sono gli advisor che siglano una svolta importante nel panorama editoriale italiano, sancita dalla fusione per incorporazione di Itedi, che edita La Stampa e Il Secolo XIX, con il Gruppo L’Espresso, che edita tra gli altri La Repubblica.

Al fianco del gruppo torinese che controlla la Stampa c’è un team di Pedersoli che vede in prima linea Carlo Re, con il senior associate Stefano Milanesi e l’associate Giulia Etzi Alcayde, per gli aspetti corporate/M&a dell’operazione, l’equity partner Davide Cacchioli, con Lisa Noja, partner, e Teresa Grisotti, associate, per gli aspetti regulatory. 

BonelliErede ha affiancato L’Espresso con un team composto dai soci Roberto Cera e Barbara Napolitano per gli aspetti corporate/M&a, Claudio Tesauro per le tematiche antitrust e dall’of counsel Mauro Cusmai.

Il Memorandum è stato siglato anche da Fca, affiancata sempre da Pedersoli, e da Ital Press Holding della famiglia Perrone, affiancata da Chiomenti con un team composto da Michele Carpinelli e Italo De Santis.

Il progetto avrà riflessi anche sull’azionariato di Rcs Mediagroup, editore del Corriere della Sera. Fca, primo azionista con il 16,7%, dovrebbe uscire distribuendo le azioni ai propri soci, il primo dei quali la holding Exor della famiglia Agnelli, che riceverà il 5% circa. Partecipazione che Exor a sua volta dismetterà sul mercato in più tranche entro il closing della fusione. Ad affiancare Fca nel disimpegno da Rcs c’è Maisto e Associati con un team guidato dal partner Riccardo Michelutti, affiancato dagli associate Cesare Silvani e Francesco Morra. Sull’operazione anche lo studio olandese Loyens & Loeff.

Recentemente Pedersoli è stato protagonista anche di un’altra operazione editoriale che ha visto in pista gli interessi della holding della famiglia Agnelli: l’acquisizione del The Economist da parte di Exor

La fusione avverrà sulla base di un concambio che sarà stabilito puntualmente negli accordi definitivi, subordinatamente alla due diligenze e ad altre condizioni. All’esito dell’operazione, Cir resterà azionista di controllo, con una quota superiore al 40% del Gruppo Editoriale L’Espresso. La società risultante dalla fusione resterà quotata alla Borsa Italiana. Le testate manterranno piena indipendenza editoriale.

Il perfezionamento dell’operazione di fusione, che è soggetta all’autorizzazione delle competenti autorità nonché delle rispettive assemblee dei soci, è previsto per il primo trimestre del 2017.

Notizia integrata il 10 marzo 2016 alle ore 13,00: si integra aggiungendo il coinvolgimento di Maisto e di Loyens & Loeff.

 

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