LA NOTTE DELLE STELLE LEGALI

Il premio di riferimento per il mercato legale italiano è giunto alla sua settima edizione. Ma la crisi del settimo anno è ben lungi dal farsi sentire grazie all’adesione di 77 studi e oltre 600 invitati. Sei gli studi pluripremiati. Incetta di riconoscimenti per gli internazionali

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Amministrazione  • 30/12/2013
di  Amministrazione
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I riflettori sul palco degli East End Studios sono stati accesi intorno alle 21,00 e l’ultimo applau­so è riecheggiato poco prima di mezzanotte. Tre ore di nomination, motivazioni e premi per celebrare il Top del mercato legale italiano. È così che, nella serata del 25 novem­bre, si è consumata la settima edizione dei TopLegal Awards, i premi dedicati all’eccellenza del mondo legale italiano.

Una ce­rimonia che rappresenta l’apice di un percorso ben più lungo. Il risultato finale, dal quale sono derivati i nomi dei vincitori dei 36 premi consegnati durante il corso della serata, è stato infatti frutto di una selezione basata sulle analisi di mercato elabo­rate nel corso dell’ultimo anno dal Centro Studi TopLegal, a cui si sono sommate le valuta­zioni espresse da una giuria di 21 esperti, composta da pro­fessionisti di spicco del mondo aziendale e finanziario italia­no. La manifestazione anche quest’anno ha registrato un’am­pia partecipazione, con 77 studi rappresentati e oltre 600 ospiti. Confermandosi così come il pre­mio di riferimento per il mer­cato dei servizi legali italiano. La premiazione è stata suddivi­sa in due momenti: nella prima parte sono stati assegnati gli awards ai migliori professionisti; nella seconda i premi agli studi.

Il momento più atteso e più partecipato è arrivato nel mez­zo della serata ed è stato quello dell’assegnazione dei premi indi­viduali, sia relativi agli studi che ai professionisti. A Francesco Gianni il premio come profes­sionista dell’anno che, con il rico­noscimento di quest’anno, mette a segno la sua terza vittoria in questa categoria in sette anni (le prime due nel 2008 e nel 2009). Premiante per Gianni è stata la capacità di guidare lo studio con innovazione, perseguendo una visione di lungo periodo basata sulla diversificazione e l’interna­zionalizzazione dell’attività. Si è inoltre aggiudicato alcuni dei mandati più rilevanti del merca­to, tra cui l’acquisizione di Avio da parte di General Electric. Un premio, quindi, che ha valenza doppia, in quanto riconoscimen­to al professionista e al manager.

A portare a casa per la pri­ma volta la statuetta di miglior studio italiano dell’anno è stata un’insegna internazionale: Dla Piper, tra gli studi più premiati della serata con ben tre awards (vedi box). Dla si è aggiudicato il premio grazie agli sforzi com­piuti negli ultimi 12 mesi – dopo una fase importante di crescita per fatturato e per squadra – in direzione del consolidamento e dell’integrazione della struttu­ra. Ne è testimonianza il fatto che, per valore e risonanza sul mercato, le più importanti ope­razioni gestite nell’ultimo anno ( Erg, Prysmian e Manutencoop) sono frutto del lavoro effettuato da team eterogenei.

Vittorie importanti per gli studi internazionali anche in altre tre categorie: managing partner dell’anno, professioni­sta donna dell’anno e profes­sionista emergente. A vincere il premio come managing part­ner, Massimiliano Mostardini, di Bird & Bird. Grazie alle sue capacità di management ed al forte spirito di gruppo che ca­ratterizza il team da lui guidato, lo studio ha registrato negli ul­timi anni una costante crescita, tanto da rendere le due sedi ita­liane della law firm le più profit­tevoli a livello mondiale.

Al terzo anno dalla sua co­stituzione, a vincere il premio come avvocato donna dell’an­no – dopo Roberta Crivellaro (2011) e Claudia Parzani (2012) – è Paola Flora di Ashurst. Una delle pochissime donne mana­ging partner in Italia, nonché l’u­nica a vantare questo ruolo come dottore commercialista, Flora è consigliere di Asla, per cui è co­responsabile del progetto “ Wo­man on board”. Ha, inoltre, par­tecipato ad alcune delle maggiori operazioni sul mercato, fra cui il project financing di BreBeMi. Professionista emergente, inve­ce, Ettore Consalvi. managing associate di Linklaters. Consalvi è stato protagonista nelle princi­pali ristrutturazioni del mercato italiano tra cui SEAT Pagine Gialle, Lucchini,Ferretti, Pininfarina, Tiscali e Argenta.

Molto attesi dai candidati, alcuni dei quali alla loro pri­ma volta agli Awards, i premi a maggiore connotazione terri­toriale: studio dell’anno nord, centro e sud. Per il nord è emer­so vincitore lo studio Tonucci & Partners, che è stato in grado di affermarsi come punto di ri­ferimento nel Triveneto dove si distingue per il lavoro a favo­re dell’internazionalizzazione delle pmi. Ls Lexjus Sinacta 

ha conquistato il premio per il centro. Tra i suoi mandati, l’as­sistenza a Hera nell’offerta pub­blica obbligatoria totalitaria di acquisto e scambio sulle azioni ordinarie di Acegas-Aps. A sud, per il secondo anno consecuti­vo, si è distinto il partenopeo Ennio Magrì & Associati, gra­zie a una squadra affiatata per questioni amministrative, che si distingue in ambito ambientale.

Per la seconda volta in scena ai TopLegal Awards le catego­rie Best place to work e Studio Innovazione. Il primo è stato assegnato a Cleary Gottlieb Steen & Hamilton, i cui punti di forza sono la crescita interna, l’attenzione alla formazione, il rispetto dell’individualità e l’u­guaglianza nella gestione delle politiche interne. La statuet­ta come studio più innovativo è andata, invece, a Osborne Clarke, che ha ideato il primo programma organizzato da uno studio legale in Italia per sup­portare le start up nel settore digital & games. Ha inoltre im­plementato una serie di soluzio­ni giuridiche innovative a sup­porto dei clienti. In particolare, un Trust diretto a soddisfare interessi di carattere pubblico.

Anche l’edizione del 2013 ha riservato una novità. Il premio Studio dell’anno pmi, inaugura­to nel 2012, è diventato in questa edizione Operazione dell’anno pmi, con l’obiettivo di valoriz­zare la particolare sinergia tra studio legale e azienda. Ad ag­giudicarselo l’insegna padovana Spinazzi Azzarita Troi per il salvataggio di Zen Fonderie. Lo studio ha disegnato la gover­nance dell’azienda con un modo nuovo di fare impresa e di reagi­re alla crisi, attraverso la colla­borazione di soggetti che in Ita­lia si fa fatica a immaginare soci di una stessa realtà: dipendenti, manager e finanziatori.

L’appuntamento con l’eccel­lenza ha premiato quest’anno Mattia Persiani, decano del diritto del lavoro e tra i mas­simi esperti in Italia in ambito previdenziale.

Articolo pubblicato  in TopLegal dicembre 2013 

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