Il Cnf terrà d’occhio le parcelle da Class action
I compensi degli avvocati che promuoveranno class
action per il risarcimento del danno subito da parte di cittadini e
consumatori a seguito di contratti o di pratiche anticoncorrenziali,
dovranno essere proporzionati all’attività svolta e non eccessivi e
ingiustificati. Il richiamo, in previsione della entrata in vigore del
nuovo istituto delle azioni collettive il prossimo giugno, viene dal
presidente del Consiglio nazionale forense, Guido Alpa, che alle Class action ha
dedicato una relazione in occasione della riunione tra il Cnf e
l’Unione regionale dei Consigli dell’ordine forense del Piemonte e
della valle d’Aosta.
Alpa ha annunciato che il Cnf, proprio in relazione all’introduzione di
questo nuovo strumento processuale e con l’obiettivo di fornire
adeguate garanzie ai cittadini, sta valutando l’opportunità di
integrare la disciplina del codice di disciplina degli avvocati con
disposizioni specifiche per disciplinare il divieto di accaparramento
di clientela, il divieto di strumentalizzazione di associazioni e
comitati, il divieto di abuso del processo, il divieto di
approfittamento della clientela per ragioni parcellari.
Nel merito del nuovo istituto, nel suo intervento Alpa ha segnalato
alcuni dubbi interpretativi a cui si espone la nuova normativa, come
per esempio quello della creazione o meno di una nuova categoria di
interessi tutelati di natura collettiva insieme ai diritti individuali.
E per contribuire a risolverli il Cnf, con le sue commissioni, proporrà
al legislatore alcune modifiche.
L’avvocatura comunque giudica positivamente la introduzione nella
normativa di un procedimento di conciliazione, successivo
all’accertamento del diritto al risarcimento del danno, che importerà
la necessaria partecipazione degli avvocati come conciliatori.
action per il risarcimento del danno subito da parte di cittadini e
consumatori a seguito di contratti o di pratiche anticoncorrenziali,
dovranno essere proporzionati all’attività svolta e non eccessivi e
ingiustificati. Il richiamo, in previsione della entrata in vigore del
nuovo istituto delle azioni collettive il prossimo giugno, viene dal
presidente del Consiglio nazionale forense, Guido Alpa, che alle Class action ha
dedicato una relazione in occasione della riunione tra il Cnf e
l’Unione regionale dei Consigli dell’ordine forense del Piemonte e
della valle d’Aosta.
Alpa ha annunciato che il Cnf, proprio in relazione all’introduzione di
questo nuovo strumento processuale e con l’obiettivo di fornire
adeguate garanzie ai cittadini, sta valutando l’opportunità di
integrare la disciplina del codice di disciplina degli avvocati con
disposizioni specifiche per disciplinare il divieto di accaparramento
di clientela, il divieto di strumentalizzazione di associazioni e
comitati, il divieto di abuso del processo, il divieto di
approfittamento della clientela per ragioni parcellari.
Nel merito del nuovo istituto, nel suo intervento Alpa ha segnalato
alcuni dubbi interpretativi a cui si espone la nuova normativa, come
per esempio quello della creazione o meno di una nuova categoria di
interessi tutelati di natura collettiva insieme ai diritti individuali.
E per contribuire a risolverli il Cnf, con le sue commissioni, proporrà
al legislatore alcune modifiche.
L’avvocatura comunque giudica positivamente la introduzione nella
normativa di un procedimento di conciliazione, successivo
all’accertamento del diritto al risarcimento del danno, che importerà
la necessaria partecipazione degli avvocati come conciliatori.
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