CLEARY, BEP E GOGP AD UN PASSO DALLA CHIUSURA DELL’OPERAZIONE WIND-VIMPELCOM

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Amministrazione  • 18/01/2011
di  Amministrazione
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Dopo lunghe trattative, attese e proposte sembra che l’acquisto di Wind Telecom da parte di VimpelCom, stia per concludersi per 20 miliardi di dollari.

Il gruppo, controllato da Weather Investments,  è stato assistito, per gli aspetti legali, dallo studio Cleary Gottlieb Steen & Hamilton, con il team guidato da Pierre-Yves Chabert, e gli avvocati: Gamal Abouali, Andrew Shutter, Pietro Fioruzzi, Vania Petrella, Matteo Beretta, Carlo de Vito Piscicelli e Murat Akuyev rispettivamente degli uffici di Parigi, Londra, Roma, Milano e Mosca.
Lo studio Bonelli Erede Pappalardo, ha assistito Apax, TA associates e Mdp, soci di minoranza del gruppo con il team di corporate formato da Umberto Nicodano, Eliana Catalano e gli associates Claudio Cerabolini  e Augusto Praloran.
Advisor finanziari del gruppo, guidato da Sawiris: Lazard, Morgan Stanley, Efg-Hermes Holding Sae, Credit Suisse, Goldmann Sachs.

VimpelCom, invece, per l’assistenza legale, si è avvalsa degli studi: Weil Gotshal & Manges che ha seguito Citigroup, Akin Gump Strauss Houer & Feld, Skadden Arps Slate Meagher & Flom, e di Gianni Origoni Grippo & Partners con il team guidato da Eugenio Grippo (nella foto) e Alessandro Giuliani, per gli aspetti Corporate e Piero Fattori per gli aspetti Antitrust, coadiuvati dagli associate Fabio Parisi per il Corporate e Fabio Chiarenza del dipartimento Tax. Per la compagnia russa hanno agito in qualità di advisor finanziari: Deutsche Bank, JP Morgan, Citigroup, Ubs Investment Bank.

Dunque, dopo un’attesa durata sei anni, Naguib Sawiris lascia il Bel Paese e il suo impero nelle mani dei russi, restando, tuttavia, all’interno del gruppo come socio di minoranza al 20%.
Adesso, il passo, verso la chiusura della fusione, è breve. L’accordo si è raggiunto grazie allo sconto di Sawiris, da 1,8 a 1,5 miliardi di dollari e all’esclusione dal bord del futuro gruppo; ma l’ultima parola, che darà vita alla nuova compagnia è attesa per il 17 marzo, anche se la lotta, in assemblea, tra Altimo e Telenor sarà dura, a causa della loro minaccia di opposizione.
Dalla fusione nascerà il quinto operatore mondiale di telecomunicazioni che partirà con un debito di 25,7 miliardi.

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