Il settore del private banking sta rafforzando il suo ruolo chiave nel guidare le scelte di investimento delle famiglie italiane. Il 56% dei leader del settore prevede una crescita dell’industria nei prossimi 12-18 mesi, mentre il restante 44% ritiene che rimarrà stabile, a conferma di una fiducia diffusa. 

 

È quanto emerge nel rapporto “Il Private Banking in Italia: previsioni al 2026” dell’Associazione Italiana Private Banking (Aipb), che riunisce i principali operatori nazionali e internazionali del private banking, università, centri di ricerca, società di servizi, associazioni di settore, studi legali e professionali, realizzato con la collaborazione di Prometeia.

 

I dati condivisi da Aipb confermano le aspettative degli esperti: il private banking gestirà il 36% della ricchezza investibile delle famiglie italiane entro il 2026, in crescita rispetto al 30% registrato nel 2022. In particolare, le masse gestite raggiungeranno i 1.412 miliardi di euro, consolidando il ruolo di leader del settore rispetto ad altri operatori (+1,8%), con un incremento medio annuo del 6,6%.

 

 

Nonostante una flessione nei nuovi flussi investiti in attività finanziarie, previsti a 210 miliardi di euro nel triennio 2024-2026 contro i 240 miliardi del triennio precedente, il settore continuerà a beneficiare sia di nuovi flussi netti (+4,2% annuo) sia di un effetto positivo dei mercati finanziari (+2,4%).

 

Sebbene si stia verificando un rallentamento della crescita economica globale, lo studio di Aipb evidenzia segnali di stabilità. Tra il 2024 e il 2026, il Pil italiano è previsto in aumento tra lo 0,7% e lo 0,8%, mentre nell’Eurozona si attesterà tra lo 0,7% e l’1,1%. La politica monetaria delle banche centrali, con un possibile abbassamento dei tassi da parte della Banca Centrale Europea, contribuirà a un soft landing per l’economia italiana e dell’eurozona.

 

Anche i mercati azionari mostrano prospettive positive, con ritorni medi annui attesi tra il 7% e l’8%. Questo andamento, insieme alla ripresa del potere d’acquisto delle famiglie e a una crescita moderata della ricchezza finanziaria investibile, porterà quest’ultima a sfiorare i 4.000 miliardi di euro entro il 2026.

 

 

Fonte: elaborazioni e stime Prometeia su dati Banca d’Italia, Assogestioni, Ania e Assoreti

 

Le preferenze degli investitori in private banking

Il segmento del risparmio gestito sarà il protagonista della crescita del private banking, con un incremento medio annuo dell’8,2%, trainato sia da nuovi flussi netti (+4,3%) sia dall’effetto mercato (+3,9%). Anche il comparto assicurativo crescerà (+5,7% medio annuo), mentre l’amministrato rallenterà dopo i forti incrementi del biennio precedente (+6,4% medio annuo).

 

Per quanto riguarda le preferenze di investimento, emerge un interesse crescente verso orizzonti di lungo periodo, come i private market (22%), e una maggiore attenzione a soluzioni assicurative per l’ottimizzazione fiscale (dal 3% al 9%). Le asset class con le prospettive di crescita più rilevanti sono quelle legate alle strategie alternative (private equity, infrastrutture, real estate), indicate da quasi l’80% degli intervistati, e l’azionario (oltre il 70%). In calo, invece, gli investimenti a capitale garantito e la liquidità.

 

«Le previsioni per il 2026 confermano il peso crescente e il ruolo del private banking nelle scelte d’investimento delle famiglie italiane – ha dichiarato Andrea Ragaini (in foto), presidente di Aipb -. Un percorso di crescita che si fonda sulla consulenza professionale e la centralità del private banker, con l’obiettivo di accrescere il valore dei patrimoni in gestione in un contesto in continua evoluzione».