DOMPÉ-ANABASIS: UNA OPERAZIONE, QUANTI ADVISOR?

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Amministrazione  • 06/03/2012
di  Amministrazione
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«I partner dello studio Cms Paolo Bonolis, Stefano Chirichigno e Laura Opilio confermano di aver assistito tutti i soci di Anabasis nella fase finale dell’operazione, sugli aspetti legali e fiscali della cessione».  In questo modo, oggi, i tre avvocati hanno chiarito i loro rapporti nell’operazione che ha portato la Dompé Farmaceutici al 100% del capitale della Anabasis.

La notizia, in realtà, era già stata comunicata lo scorso primo marzo, quando un comunicato spiegava che «Cms Adonnino Ascoli & Cavasola Scamoni ha assistito i soci della Anabasis S.r.l., azienda biotech italiana ad alta specializzazione nel settore della ricerca delle patologie oculari e fra le prime a condurre studi sull’impiego del Nerve growth factor, nella cessione delle proprie quote di maggioranza alla Dompé Farmaceutici. Il team di Cms che ha condotto l’operazione è stato guidato dai partner Paolo Bonolis, Stefano Chirichigno e Laura Opilio. Il valore complessivo dell’operazione è di circa 170 milioni di euro».

Perché, dunque, la conferma di oggi? La risposta è che ieri, a trasformare in un piccolo caso l’accordo Dompé-Anabasis (operazione di per sé non rilevante per la storia), è arrivata una nota da parte di Gianni Origoni Grippo Cappelli & Partners, nella quale lo studio comunicava: di aver «assistito la società Dompé Farmaceutici S.p.A. nell’acquisto del 100% del capitale sociale di Anabasis S.r.l.»; che «il team di Gop che ha condotto l’operazione è composto dal partner Daniel Vonrufs coadiuvato dall’associate Gerardo Carbonella»; che «il valore complessivo dell’operazione è di circa 15 milioni di euro». E che, soprattutto, «i soci venditori sono stati assistiti da Giovanni Sagramoso, partner dello studio Annunziata e Associati». Nessun accenno, nessun riferimento a Cms.

Insomma, a distanza di una settimana dalla chiusura del deal, sembrano cambiati i valori in gioco. E, assieme a quelli, anche gli advisor della parte venditrice.

Da qui la necessità di una nuova presa di posizione di Cms. Ma con un aggiustamento di tiro. A leggere attentamente le due dichiarazioni, infatti, qualche differenza sembra emergere. Per esempio, il soggetto attivo non è più «Cms Adonnino Ascoli & Cavasola Scamoni», bensì «i partner dello studio». Inoltre, l’assistenza dei tre avvocati non è più all’«operazione», ma alla «fase finale dell’operazione». Forse, le divergenze sono il frutto di un eccesso di zelo giornalistico-interpretativo. Ma sembrano, per ora, l’unica giustificazione plausibile.

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