Transactional Risk Insurance e W&I

Marsh e Nctm insieme a TopLegal analizzano le novità sul tema delle soluzioni assicurative a supporto delle operazioni di M&a

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Amministrazione  • 28/09/2017
di  Amministrazione
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TopLegal – in collaborazione con Marsh e Nctm – ha approfondito il tema delle soluzioni assicurative a supporto delle operazioni di M&a durante l’incontro “Transactional Risk Insurance nelle operazioni di M&a: modalità operative” che si è svolto lo scorso 26 settembre a Spazio Chiossetto e al quale sono intervenuti in qualità di relatori Alessandra Bechi, responsabile tax & legal e affari istituzionali di Aifi, Marco Strini, private equity and M&a – Italy – practice leader di Marsh e Pietro Zanoni, equity partner, M&a e private equity, di Nctm.

Ad aprire i lavori, l’intervento introduttivo di Alessandra Bechi, che ha fornito un quadro attuale del mercato delle operazioni di M&a in Italia e un focus sul mercato del private equity: il 2016 è stato un anno positivo per il mercato M&a con un ruolo importante degli operatori del private equity e con grande contributo degli investitori esteri. L’Italia è infatti tornata a essere un Paese interessante per i capitali internazionali. 

Parallelamente con la crescita del numero di acquisizioni, sta crescendo il mercato delle polizze a protezione dei passaggi delle proprietà e, conseguentemente, la necessità di far chiarezza su quelle che sono le logiche che regolano queste polizze. Le transactional risk insurance sono a tutti gli effetti degli strumenti strategici che permettono di facilitare il percorso delle trattative e in molti casi di rimuovere gli ostacoli che impedirebbero un accordo tra venditore e compratore. Permettendo di trasferire al mercato assicurativo delle liabilities derivanti da rischi riconducibili a eventi noti o ignoti al momento della firma del contratto di acquisto attraverso la strutturazione di un prodotto assicurativo su misura.

A illustrarle nel corso dell’incontro sono stati Pietro Zanoni e Marco Strini, con particolare riferimento alla polizza Warranty & Indemnity (W&I). Le polizze W&I coprono le perdite pecuniarie derivanti da violazioni delle garanzie rilasciate dal venditore in favore dell’acquirente nel contratto di compravendita di partecipazioni o aziende. Come ha spiegato Zanoni, fornendo un confronto tra la polizza W&I e le altre forme di collateral tipicamente utilizzate nelle operazioni di M&a, sono tre gli aspetti distintivi che giustificano l’elevato interesse verso questo genere di polizze. In primis c’è il significativo trasferimento del rischio: la W&I, infatti, rappresenta l’unico strumento che garantisce il pieno trasferimento del rischio a un soggetto terzo, l’assicuratore. Poi ci sono costi e oneri amministrativi medi e one-off, validi per tutta la durata della copertura. E, infine, il costo opportunità per il venditore è molto ridotto a differenza di quanto avviene con il deposito fiduciario, in cui i soldi sono vincolati e inutilizzabili. 

Alla base dell’interesse del mercato verso questo strumento di protezione c’è soprattutto la capacità della polizza W&I di risponde sia alle esigenze del compratore che a quelle del venditore, come ha sottolineato Strini.
Lato compratore, la polizza W&I permette: l’ottenimento di una garanzia a fronte di un venditore non disponibile a impegnarsi contrattualmente; l’ottenimento di un massimale e/o una durata maggiore per le responsabilità del venditore; la copertura del merito creditizio del venditore; di differenziare l’offerta in un processo a base d’asta; il mantenimento delle relazioni commerciali con il venditore nel caso di investimenti in minoranza o co-investimenti; la facilitazione del processo di indennizzo nel caso in cui siano coinvolti più venditori (anche più persone fisiche). 
Mentre lato venditore, in caso di polizza W&I buyer side proposta al compratore, si ha l’ottenimento della clean – exit; la sostituzione di escrow e una maggiore libertà di distribuire il ricavato della vendita agli azionisti. In caso di W&I seller side sottoscritta dal venditore, si evitano significativi rischi post closing e si ottiene la copertura delle responsabilità assunte dal cliente a tutela del capitale degli azionisti.

Tuttavia, ha sottolineato Zanoni, ci sono anche alcuni contro che possono essere attribuiti a questo genere di polizze. Tra questi, c’è il fatto che la copertura della polizza W&I non necessariamente sovrapponibile a quella del patto di garanzia, è “una coperta corta”. In particolare ci sono dei rischi tipicamente non assicurati dalle polizze W&I (è esclusa la copertura assicurativa per le passività note o derivanti da fatti noti, la copertura assicurativa per la violazione di garanzie sul futuro, le cosiddette forward looking warranties, e la copertura assicurativa del meccanismo di aggiustamento del prezzo) e ci sono dei rischi non assicurabili per legge (il dolo e la colpa grave, le sanzioni amministrative, il regolamento Isvap 2972012).

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