L’ASLA CHIEDE UNA PRATICA “STRAGIUDIZIALE”

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Amministrazione  • 26/01/2007
di  Amministrazione
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Facilitare la pratica legale per i giovani legali degli studi internazionali. Attenzione, non si tratta di favoritismi. Bensì di consentire a chi ha deciso di imparare il mestiere all’interno di firm poco aduse a frequentare le aule di tribunale, di riuscire comunque ad assolvere l’obbligo di assistere alle udienze.
L’iniziativa parte dall’Asla (Associazione studi legali associati) che sottolinea come questo problema sia particolarmente sentito a Milano, dove si concentra il numero maggiore di queste realtà. L’ordine meneghino prevede che i praticanti debbano assistere ad almeno 20 udienze durante ciascuno dei 4 semestri di durata del praticantato. Assolvere a questo obbligo, notano dall’Asla, non è semplice per i giovani impegnati nelle law firm ai quali, molto spesso, viene fatto fare molto lavoro di due diligence o ricerca e meno attività giudiziale.
Per ovviare a questo problema, l’Asla ha proposto all’Ordine di Milano di creare un corso di formazione giudiziale che possa sostituire almeno 2 semestri di pratica in aula (40 udienze). «Il corso», dice a TopLegal  Fulvio Pastore (in foto), consigliere dell’associazione, «potrebbe comprendere dalle 8 alle 10 lezioni e potrebbe partire già dalla prossima primavera. Nella proposta formulata dall’Asla è previsto anche un numero chiuso di frequentanti (150) e il pagamento di una quota d’iscrizione». Ora la parola è passata all’Ordine che dovrà decidere se accettare o meno la proposta.

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