Certificati Verdi, Tonucci porta il caso alla Corte di Giustizia Europea

Lo studio ha assistito la società L.e.g.o.

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Amministrazione  • 26/04/2017
di  Amministrazione
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Tonucci, con un team composto da Alberto Fantini (in foto) e Pasquale Silvestroha assistito in un ricorso al Consiglio di Stato la società L.e.g.o, che nel triennio 2012-2014 aveva conseguito incentivi per la realizzazione di un impianto alimentato da fonti rinnovabili in misura pari a 14.698 certificati verdi per un controvalore di 1.610.421,58  di euro e che si era vista notificare provvedimento di decadenza dal Gse.

Il Gse sosteneva, infatti, che anche il mero trader di biocarburanti e/o bioliquidi forniti per l’alimentazione dell’impianto è tenuto al rispetto degli obblighi certificativi per conseguire gli incentivi. In difetto, dunque, la fornitura deve ritenersi carente dei requisiti per l’ottenimento del beneficio. 

Dopo che il Tar Lazio aveva confermato tale provvedimento, la società L.e.g.o. con Tonucci ha fatto ricorso al Consiglio di Stato sollevando, peraltro, una questione di contrasto della normativa italiana con quella Ue che non prevede l’esclusione del trader dal beneficio. La Sezione IV del Consiglio di Stato con ordinanza collegiale, n. 1874 del 21.4.2017, ha ritenuto la questione rilevante e ha disposto rinvio pregiudiziale alla Corte di Giustizia U.E. cui sono stati inviati gli atti.

 

 

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