Private equity, via al codice di comportamento per le Sgr
Anche le Sgr di private equity hanno il loro codice di comportamento. Dopo un anno di intenso lavoro AIFI, l’Associazione Italiana del Private Equity e del Venture Capital, è giunta infatti alla stesura finale delle linee guida che intendono agevolare l’interpretazione dei principi previsti dalle leggi e dai regolamenti vigenti. «Siamo sicuri che il documento» ha dichiarato Giampio Bracchi, presidente di AIFI, «sarà molto utile per migliorare la trasparenza del mercato e per diffondere l’utilizzo delle migliori procedure a tutela degli interessi degli investitori istituzionali e privati che sottoscrivono i fondi di private equity». In particolare, il Codice indica le regole di comportamento generale che i componenti degli organi amministrativi e di controllo della Sgr, nonchè i suoi dipendenti e collaboratori, dovranno rispettare nell’esercizio delle rispettive cariche e mansioni, con particolare riferimento all’obbligo di riservatezza sulle informazioni confidenziali acquisite, alle procedure stabilite per compiere per conto proprio operazioni aventi ad oggetto strumenti finanziari e al divieto di ricevere utilità da terzi che possano indurre a tenere comportamenti in contrasto con gli interessi degli investitori o del soggetto per cui operano. Il Codice recepisce anche le norme contenute nel Protocollo di Autonomia relativo ai conflitti di interesse e consiglieri indipendenti. A livello di metodo è stato inoltre elaborato un contenuto di base che potrà essere esteso a seconda delle caratteristiche operative dell’attività svolta dalla Sgr.
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