Cusimano: «I rischi tributari dell’autoriciclaggio»

Bisogna chiarire la questione del delitto tributario come reato presupposto prodromico dell'autoriciclaggio

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Amministrazione  • 24/02/2016
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Continua l’appuntamento con gli approfondimenti di TopLegal dedicati all’autoriciclaggio, tema scelto per l’annuale edizione del TopLegal Focus, che quest’anno ha avuto per oggetto «Rientro dei capitali e autoriciclaggio: i rischi penali della voluntary disclosure».

Secondo Roberto Cusimano (in foto), partner dello studio Ludovici, si può ottenere maggiore chiarezza sulla questione del delitto tributario come reato presupposto prodromico dell’autoriciclaggio effettuando una ricognizione di carattere generale strutturale sul riciclaggio e sulla nuova norma.

Il reato di autoriciclaggio (art. 648 -ter.1) è, infatti, un assemblaggio delle condotte tipiche dei reati di riciclaggio e reimpiego, che mette insieme elementi degli articoli che lo precedono (art 648 – bis e 648 – ter). Ne segue che per comprendere la nuova norma di autoriciclaggio è innanzitutto importante rifarsi al dibattito e alla interpretazione delle norme precedenti, specialmente per quanto riguarda il “binomio reati tributari-(auto)riciclaggio”, che pone rilevanti temi di identificazione del denaro e delle utilità oggetto di reato, nonché di rapporto temporale tra reato principale e riciclaggio; ma è poi fondamentale concentrarsi sui sudetti elementi di innovazione della norma, cogliendone e valorizzandone, appunto, la funzione di delimitazione e specificazione della fattispecie.

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