Avvocati e trasparenza: Il Tar sta con l’Anac

Agli ordini professionali si applicherà la legge Severino

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Amministrazione  • 29/09/2015
di  Amministrazione
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Il Tar del Lazio ha respinto il ricorso del Consiglio nazionale forense e degli ordini regionali contro l’Autorità nazionale anticorruzione, guidata da Raffaele Cantone (in foto).

Gli ordini professionali, e tra questi anche la corporazione degli avvocati, sono da considerare a tutti gli effetti come “enti pubblici e non economici” e dovranno dunque sottostare agli obblighi di trasparenza, anticorruzione e incompatibilità degli incarichi stabiliti dalla legge Severino. 

La sentenza, che arriva dopo più di un anno di proteste da parte del Comitato unitario degli ordini e dei collegi professionali, metterebbe fine all’assegnazione di doppie poltrone per i vincoli sull’inconferibilità e incompatibilità degli incarichi e obbligherebbe gli ordini a predisporre un piano triennale anticorruzione. Infine sarà necessario rendere pubbliche le informazioni su redditi, curricula e incarichi delle dirigenze degli ordini nonché sul loro stato patrimoniale e la loro gestione.

Il “ricorso è infondato è va respinto” si legge nella sentenza. Inefficace, dunque, la linea difensiva di Giovanni Maria Flick, secondo il quale la legge anticorruzione non si applicherebbe agli ordini e che dunque ci si troverebbe di fronte a “violazione e falsa applicazione”.

A breve inizieranno i controlli e si prevedono sanzioni dai mille ai 10mila euro per chi non si adegua.

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