PAVIA E GILIBERTI SIGLANO L’ACCORDO PER IL PASSAGGIO DI METROWEB A F2I-IMI
Stirling Square Capital Partners, affiancato dallo studio legale Pavia e Ansaldo edagli advisor finanziari Lazard e Black Rhino Capital, ha siglato un accordo vincolante per la vendita dell’intera partecipazione del 76,5% detenuta in Metroweb Spa (infrastrutture di rete in fibra ottica nell’area metropolitana milanese) a F2i, principale fondo infrastrutturale italiano, in cordata con Imi Investimenti. F2i è stato assistito da Giliberti Pappalettera Triscornia.
I partner di Pavia e Ansaldo che hanno seguito l’operazione sono Stefano Bianchi (nella foto) e Francesco Manara con gli associate Paola Carlotti, Anna Saraceno e Francesca Bottani, tutti attivi nell’area Corporate. Per Gliliberti Pappalettera Triscornia, invece, hanno agito il socio Alessandro Triscornia, con gli associate Riccardo Coda e Federico Bal che si sono occupati dell’accordo di acquisizione e degli accordi con i consoci. Il partner Iacopo Canino, con l’associate Federico Fischer hanno seguito il Financing mentre l’associate Lodovico Montevecchi si è occupato degli aspetti Antitrust.
Lo studio Di Tanno e associati ha assistito A2A relativamente agli aspetti fiscali della vendita del 23 per cento del capitale della società, con il professor Tommaso Di Tanno e l’avvocato Marco Sandoli.
Freshfields ha seguito F2i per gli aspetti fiscali con Renato Paternollo e Fabio Balza.
Il pool di banche guidato da Banca IMI e Mediobanca nel ruolo di Coordinating Mandated Lead Arrangers e comprendente Banco Santander, Societè Generale e Centrobanca nel ruolo di Mandated Lead Arrangers, nel finanziamento per l’acquisto di Metroweb da parte di F2i e Imi Investimenti è stato assistito da Legance con Alberto Giampieri, Andrea Russo e Giorgio Nobile oltre a Claudia Gregori per gli aspetti fiscali dell’operazione.
La cordata guidata da F2i avrebbe presentato l’offerta più vantaggiosa (si parla di 436 milioni di euro, un multiplo superiore a 10 volte l’Ebitda 2010) riuscendo ad avere la meglio sull’altra cordata Clessidra-Wind-Vodafone, assistita dagli studi Pedersoli, Labruna Pavesi Gitti e Marena, e sul fondo francese Antin che si era affidato al i consulenti legali dello studio Bonelli Erede Pappalardo.
Il “pacchetto” include anche la vendita della quota (23,5%) di A2A. Nell’operazione, la municipalizzata si è fata assistere da Carlo Croff e Stefano Mazzotti di Chiomenti.
Questo, però non sigfnificherà l’uscita di A2A dal business della fibraottica. A2A, infatti, potrebbe convertire un prestito obbligazionario entro fine anno e risalire al 25% della società.
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