Nuove partnership con gli studi legali, acquisizioni tecnologiche e funzionalità sempre più integrate nel lavoro dei professionisti. E, soprattutto, una strategia di espansione che guarda con crescente attenzione al mercato italiano. Così Harvey mette il piede sull’acceleratore. Nel giro di poche settimane, la società americana specializzata nell’intelligenza artificiale per il settore legale ha moltiplicato gli annunci, delineando un percorso di crescita che interessa tanto lo sviluppo della piattaforma quanto il consolidamento della propria presenza negli studi e nelle direzioni legali.

L’Italia occupa un posto importante in questa strategia. Partendo dall’apertura dell’ufficio di Milano, lo scorso giugno, Harvey sta investendo nelle relazioni con il mondo professionale, nell’accesso ai contenuti giuridici nazionali e nella costruzione di un team dedicato. Una serie di iniziative che si inserisce in un piano di sviluppo internazionale sostenuto anche da acquisizioni e nuovi prodotti.

L’offensiva sul mercato italiano

Un segnale significativo è arrivato il 26 ottobre scorso con l’accordo tra Harvey e GA-Alliance, che prevede l’adozione progressiva della piattaforma da parte dei professionisti del network internazionale dello studio. Una rete che comprende 12 uffici in Italia, sedi a Bruxelles, Londra, Parigi e Lussemburgo e studi partner in 80 Paesi, con l’obiettivo di raggiungerne 100 nei prossimi mesi.

La collaborazione punta a costruire un’infrastruttura tecnologica comune, capace di assicurare maggiore uniformità nelle attività di consulenza legale e fiscale svolte nelle diverse giurisdizioni. Per GA-Alliance, che dichiara oltre 2.600 professionisti nella propria rete, l’intelligenza artificiale diventa quindi uno strumento di integrazione organizzativa.

L’intesa segue un altro passaggio rilevante: l’annuncio, lo scorso giugno, dell’adozione di Harvey da parte di BonelliErede, in concomitanza con l’apertura dell’ufficio milanese della società americana. Due operazioni differenti che testimoniano l’interesse per il mercato professionale italiano.

A questa espansione commerciale si affianca il rafforzamento dei contenuti. Il 30 ottobre Harvey ha annunciato accordi con gli editori Simone, Il Foro Italiano e Juranet, che consentono di consultare direttamente sulla piattaforma normativa, giurisprudenza, dottrina e prassi amministrativa italiane.

Le nuove fonti comprendono, tra l’altro, lo storico della normativa nazionale, le pronunce della Cassazione, con copertura completa dal 2017 e documenti disponibili a ritroso fino al 1980, la giurisprudenza costituzionale e amministrativa e l’archivio de Il Foro Italiano dal 1981. Le risposte sono corredate dai riferimenti alle fonti, permettendo ai professionisti di effettuare le verifiche necessarie.

Un investimento particolarmente importante in un mercato nel quale la qualità e la verificabilità dei contenuti giuridici rappresentano condizioni decisive per l’adozione dell’intelligenza artificiale.

Acquisizioni e sviluppo tecnologico

La crescita procede anche attraverso operazioni societarie. Il 29 ottobre Harvey ha annunciato l’acquisizione di Aida, piattaforma specializzata nell’intelligenza artificiale applicata ai processi commerciali, fondata da Piyush Prahladka e Atish Das Sarma.

Si tratta della quinta acquisizione dall’inizio del 2026, dopo quelle, tra le altre, di Guardrails, a settembre, e Benchmark, a luglio. Con Aida, la società acquisisce competenze nella ricerca avanzata e nel machine learning, con l’obiettivo di migliorare la capacità dei propri strumenti di organizzare, collegare e utilizzare le conoscenze interne degli studi legali.

La gestione del patrimonio informativo dei clienti emerge come uno degli assi centrali della strategia: rendere accessibili documenti, dati ed esperienze accumulate negli anni per alimentare strumenti di intelligenza artificiale sempre più integrati nell’attività professionale.

Dalle università ai dipartimenti legali

L’espansione riguarda anche la formazione. A ottobre Harvey ha superato quota 100 facoltà di giurisprudenza partner nel mondo, tra le quali figura l’Università Bocconi. Il programma mette a disposizione degli studenti accesso alla piattaforma, formazione pratica e percorsi di certificazione, con l’obiettivo di favorire l’ingresso nel mercato del lavoro di professionisti già abituati all’utilizzo dell’AI.

Sul fronte dei prodotti, invece, il Forum di Chicago del 5 novembre ha segnato il lancio di Fact Graph e Agents in Outlook. Il primo consente di organizzare fatti, documenti e relazioni nell’ambito di contenziosi e indagini, collegando le informazioni alle rispettive fonti. Il secondo integra gli agenti AI nella posta elettronica, supportando la gestione della corrispondenza e delle attività quotidiane, con la supervisione dei professionisti.

Le due novità confermano l’ambizione di Harvey di estendere il proprio raggio d’azione oltre le tradizionali attività di ricerca e analisi documentale, entrando nell’organizzazione del lavoro dei dipartimenti legali.

Una partita sempre più competitiva

Secondo i dati diffusi dalla stessa Harvey, la società conta oltre 3.500 clienti in più di 85 Paesi, dei quali oltre 1.100 nell’area EMEA.

Per il mercato italiano, la questione è ora capire quanto rapidamente questa crescita si tradurrà in un’adozione strutturale dell’intelligenza artificiale da parte degli studi e delle direzioni legali. L’attivismo di Harvey mostra intanto come la competizione si stia spostando verso piattaforme capaci di combinare contenuti giuridici, conoscenze interne e strumenti operativi.

Su questo terreno si giocherà una parte importante della trasformazione tecnologica della professione.