Si è svolta il 15 ottobre, presso la Sala Capitolare del Senato della Repubblica a Roma, la terza edizione del Tax Forum, l’evento organizzato da TopLegal dedicato alle trasformazioni della fiscalità e alle sfide che interessano il governo delle imprese e dei patrimoni familiari. L’iniziativa si è tenuta su concessione del senatore della Lega Manfredi Potenti.

Il Forum ha riunito esponenti delle direzioni fiscali aziendali, CFO, professionisti del settore legale e tributario, operatori del private banking e della gestione patrimoniale, con l’obiettivo di favorire il confronto sul rapporto tra Fisco e contribuenti, sul finanziamento dell’economia reale e sulla continuità dei patrimoni tra generazioni.

L’evento è stato realizzato con il sostegno degli studi Gatti Pavesi Bianchi Ludovici, Loconte & Partners e Dentons, con Acea e AIPB in qualità di partner, il patrocinio di Amf Italia e Andaf e Amref come charity partner.

La gestione del rischio fiscale

Ad aprire il confronto è stata la tavola rotonda dedicata alla gestione del tax risk nell’era della Cooperative Compliance, con particolare attenzione al passaggio da un modello di controllo successivo a un rapporto preventivo tra imprese e Amministrazione finanziaria.

Luigi Marotta, responsabile Fiscale Italia di Enel, ha affrontato l’evoluzione della funzione fiscale all’interno di Enel stessa e delle grandi organizzazioni, sempre più coinvolta nei processi decisionali e nella definizione delle strategie aziendali, oltre che nella gestione degli adempimenti.

Alessandro De Franco, responsabile fiscale di Acea, ha portato l’esperienza del gruppo nell’adozione della Cooperative Compliance, soffermandosi sull’integrazione dei presidi fiscali nei processi aziendali e sulle opportunità offerte dall’automazione dei controlli e dall’intelligenza artificiale.

Il confronto si è poi allargato alle condizioni necessarie per rendere efficace il dialogo preventivo con l’Agenzia delle Entrate. Pietro Piccone Ferrarotti, equity partner di Gatti Pavesi Bianchi Ludovici, ha approfondito il ruolo del Tax Control Framework e il valore del confronto anticipato sui rischi interpretativi, anche quando contribuente e Amministrazione mantengono posizioni differenti.

Pietro Bracco, in rappresentanza di Andaf, ha richiamato l’attenzione sulle diverse esigenze delle imprese, evidenziando come dimensioni e strutture organizzative incidano sull’adozione dei modelli di controllo del rischio fiscale.

A completare il quadro è stato Franco Fondi, di Amf Italia, che ha illustrato i risultati di un’indagine condotta tra gli intermediari finanziari. Dal campione esaminato emerge che il 25% dei rispondenti ha già aderito al regime, mentre il 42% sta valutando l’ingresso. Tra i principali ostacoli figurano i requisiti dimensionali e i costi di implementazione del sistema di controllo.

Capitali e finanziamento delle imprese

Il secondo momento, un business talk dedicato al ruolo della fiscalità nel finanziamento dell’economia reale, ha visto protagonisti Antonella Massari, segretaria generale di Associazione italiana private banker, e Andrea Fiorelli, partner di Dentons.

Il confronto ha preso le mosse dall’evoluzione della ricchezza delle famiglie italiane e dalla difficoltà di indirizzare una quota maggiore del risparmio privato verso il tessuto produttivo. Massari ha evidenziato il ruolo che il private banking e la consulenza finanziaria possono svolgere nel collegare investitori e imprese, favorendo un orizzonte di investimento più lungo. In questo contesto, la leva fiscale può contribuire a orientare le scelte verso la crescita e la pianificazione patrimoniale.

Fiorelli si è concentrato sulle condizioni normative e fiscali necessarie a favorire la capitalizzazione delle imprese italiane e l’accesso ai mercati finanziari. Tra le criticità richiamate, l’instabilità della disciplina degli incentivi, che rende difficile programmare investimenti di lungo periodo. Da qui l’esigenza di un quadro di regole più stabile, capace di favorire l’afflusso dei capitali verso le attività produttive.

Il governo dei patrimoni familiari

L’ultima tavola rotonda, dedicata al private wealth e alla gestione patrimoniale, ha affrontato il tema della continuità dei patrimoni familiari, dalle scelte di pianificazione successoria alla responsabilità sociale.

Pierluigi Franzò, head of family protection and planning wealth advisory di Banca Generali, ha posto al centro del suo intervento il «valore della scelta», richiamando le conseguenze del calo demografico e dell’invecchiamento della popolazione sulla trasmissione della ricchezza. La pianificazione richiede una visione complessiva delle componenti aziendali, immobiliari e finanziarie del patrimonio, anche per evitare la perdita di valore derivante dal rinvio delle decisioni.

Stefano Loconte, founding partner di Loconte & Partners, ha approfondito gli strumenti giuridici e fiscali per organizzare il passaggio generazionale, soffermandosi sulla necessità di definire per tempo gli assetti proprietari e le regole di governance familiare, così da prevenire possibili conflitti tra eredi e garantire continuità all’impresa.

A chiudere il confronto, Lara Ponti, membro del Cda Amref, vicepresidente di Gruppo Ponti e vicepresidente di Confindustria per la transizione ambientale e gli obiettivi Esg, che ha portato la propria esperienza familiare nel rapporto tra patrimonio e impegno sociale. Il suo intervento ha approfondito anche il progetto EmpowHer di Amref e il percorso verso la costituzione di un fondo orientato a generare un impatto duraturo, non soltanto sui singoli beneficiari ma sulle comunità coinvolte.