I nomi di Andrew Levander e Christopher Boehning ridefiniscono i confini della governance calcistica globale, trasformando il contenzioso tra Uefa e Fifa nella sfida più strategica dell’anno per il mercato delle Big Law transatlantiche.
L’offensiva giudiziaria di Nyon e la trincea difensiva di Zurigo portano in primo piano i massimi esperti mondiali di contenzioso societario e investigazioni complesse. Uno scontro troppo aspro per essere risolto dai normali organi della giustizia sportiva: le due federazioni hanno deciso di affrontarsi direttamente nei tribunali ordinari, aprendo una complessa battaglia internazionale che unisce il diritto penale svizzero alle indagini sui patrimoni negli Stati Uniti.
Andrew Levander ha assunto la guida dell’offensiva dell’Uefa forte di una reputazione straordinaria nel panorama legale statunitense. Partner ed ex storico Chairman di Dechert a New York, è considerato un punto di riferimento assoluto per il contenzioso white-collar e la gestione di crisi societarie ad altissimo rischio reputazionale, avendo difeso negli anni i vertici di Wall Street e primari colossi industriali.
Sul fronte opposto, la Fifa ha affidato la propria protezione a Christopher Boehning, che ha da poco assunto la guida della neonata Global Sports Practice di Linklaters insieme al partner Daniel Levi. Boehning è il go-to litigator storico della federazione di Gianni Infantino negli Stati Uniti e vanta un precedente cruciale: è l’avvocato che ha guidato la Fifa nel recupero record di 201 milioni di dollari di fondi sequestrati dal Dipartimento di Giustizia americano dopo lo scandalo corruzione del 2015.
Il recente passaggio di Boehning e Levi da Paul Weiss a Linklaters si è rivelata così una mossa di mercato decisiva, che mette immediatamente il Magic Circle britannico al centro del dossier sportivo più scottante del pianeta.
In gioco in questo scontro ravvicinato c’è il fallito progetto Fifa Forward Enterprise, il piano da 4,2 miliardi di dollari con cui la FIFA mirava a cedere il 20% dei diritti commerciali dei Mondiali a Thrive Capital, fondo ora impegnato nell’operazione di acquisizione dei Los Angeles Lakers, la più imponente della storia per quanto riguarda una franchigia sportiva (leggi qui per approfondire). Il piano è stato ritirato dallo stesso Infantino il 1° agosto, sotto la pressione di un’opposizione pressoché unanime delle confederazioni calcistiche mondiali; solo successivamente l’Uefa ha attivato le vie legali, muovendo accuse di potenziale cattiva gestione finanziaria e infedeltà patrimoniale ai sensi dell’Articolo 158 del Codice penale svizzero.
Levander ha già attivato la giurisdizione americana su tre fronti paralleli: ha depositato le prime richieste formali di discovery presso il District Court di Manhattan nei confronti di Thrive Capital e Joshua Kushner, un’istanza analoga presso il District Court della Florida meridionale nei confronti della Fifa, che negli Stati Uniti ha sede a Coral Gables, e una terza richiesta presso il District Court del Colorado nei confronti di Greg Maffei, ex ceo di Liberty Media e advisor dell’operazione, per scardinare i dettagli finanziari dell’accordo, costringendo così il team di Linklaters ad alzare le barricate.


