L’intelligenza artificiale entra in una nuova fase nel mondo legale. Google Cloud ha presentato Gemini Enterprise for Legal, una soluzione progettata specificamente per studi legali e dipartimenti legali aziendali, con l’obiettivo di andare oltre il semplice supporto alla scrittura o alla ricerca.
La piattaforma, disponibile inizialmente in anteprima, punta, infatti, sull’AI agentica: sistemi capaci non solo di rispondere alle richieste degli avvocati, ma di portare avanti interi flussi di lavoro, interagendo con documenti, banche dati e software già utilizzati dagli studi.
Google lavora con i grandi studi
Il progetto è stato sviluppato anche attraverso la collaborazione con alcuni importanti studi internazionali, e tra i primi utilizzatori figurano Cleary Gottlieb, Freshfields, Weil e Williams & Connolly, coinvolti nello sviluppo e nella sperimentazione della soluzione.
Per Weil Gotshal & Manges, in particolare, l’accordo con Google comprende l’adozione anticipata della piattaforma e lo sviluppo di nuovi strumenti basati sull’intelligenza artificiale. Lo studio ha inoltre presentato BenchMark, un’applicazione destinata a sfruttare l’AI per lavorare sulle informazioni relative alle decisioni giudiziarie.
Dalla ricerca alla gestione dei fascicoli
A differenza di un modello generativo tradizionale che può aiutare a riassumere un documento, suggerire una clausola o produrre una prima bozza, Gemini Enterprise for Legal è pensato per eseguire sequenze di attività, mantenendo all’interno del processo le regole e le procedure dello studio.
Tra gli utilizzi previsti ci sono la revisione e la negoziazione dei contratti, il monitoraggio dell’evoluzione normativa, la costruzione di playbook contrattuali, la ricerca giuridica e la gestione delle richieste di accesso ai dati personali. Il sistema può, inoltre, assistere nella preparazione di documenti processuali e nella verifica delle citazioni. L’idea, quindi, non è affidare a un chatbot una domanda giuridica, ma trasformare l’AI in un componente operativo del lavoro quotidiano dello studio.
La sicurezza diventa parte del prodotto
Nel settore legale, tuttavia, l’efficienza non basta: informazioni riservate, documenti dei clienti, strategie processuali e dati coperti da obblighi di confidenzialità impongono requisiti particolarmente stringenti. Così Google ha costruito la propria proposta proprio su questo punto, collegando Gemini Enterprise for Legal ai sistemi aziendali attraverso connettori che mantengono le autorizzazioni già esistenti. In questo modo, secondo Google, i cosiddetti ethical walls e le limitazioni di accesso ai singoli dossier vengono mantenuti anche quando interviene l’intelligenza artificiale.
La società sottolinea, inoltre, che i dati dei clienti, i prompt, gli output e le informazioni proprietarie dello studio rimangono all’interno dell’ambiente dell’organizzazione e non vengono utilizzati per addestrare o perfezionare i modelli di base di Google.
L’AI si collega agli strumenti già utilizzati dagli avvocati
L’integrazione con l’ecosistema tecnologico già presente negli studi fa si che Gemini Enterprise for Legal vada a collegarsi, tra gli altri, a piattaforme e servizi come iManage, NetDocuments, RelativityOne, Everlaw, DocuSign, Harvey, Legora e Thomson Reuters, così da non ricostruire da zero l’infrastruttura digitale di uno studio. L’intelligenza artificiale viene quindi inserita all’interno dei flussi di lavoro esistenti, accedendo alle informazioni necessarie secondo le autorizzazioni già definite.
Quattro grandi aree di applicazione
La piattaforma nasce intorno a quattro elementi: competenze specializzate per il lavoro legale, connessioni con i sistemi utilizzati dagli studi, agenti sviluppati da Google e da partner tecnologici e un’infrastruttura centralizzata per sicurezza, controllo e governance. Sul piano pratico, ciò significa poter affidare all’AI attività come l’analisi di un portafoglio di contratti, l’individuazione delle clausole più rischiose, il confronto con le posizioni negoziali dello studio o il monitoraggio delle modifiche normative.
Un altro esempio riguarda la privacy: gli agenti possono ricercare informazioni personali distribuite tra diversi sistemi aziendali e raccoglierle per supportare la gestione delle richieste di accesso ai dati.
La sfida non è più se usare l’AI, ma come usarla
Le società tecnologiche e i grandi operatori della legal tech stanno cercando di conquistare uno spazio in un mercato nel quale la pressione per ridurre tempi e costi cresce insieme alla necessità di mantenere elevati standard di accuratezza e riservatezza. La vera novità di Gemini Enterprise for Legal è però soprattutto nella direzione scelta: non sostituire il professionista, ma costruire intorno a lui un sistema capace di svolgere una parte crescente del lavoro operativo.
Il ruolo dell’avvocato, in questa prospettiva, si sposta ancora di più verso ciò che richiede valutazione, responsabilità e strategia. L’AI può cercare, confrontare, classificare, controllare e predisporre documenti, ma decisione finale resta invece legata al giudizio professionale.


