Equity, debito, M&A, risiko bancario, sport. Nell’ultimo mese il mercato finanziario italiano ha vissuto un’accelerazione insolita. Tutti i suoi motori si sono accesi in contemporanea: i bond miliardari delle grandi partecipate, l’esordio al Nasdaq dell’unicorno tech nazionale, le nuove manovre del risiko bancario e perfino i capitali istituzionali nello sport. Non è una semplice sequenza di operazioni. Giugno potrebbe aver offerto una fotografia completa e simultanea di un intero sistema che si muove su uno sfondo in cui l’Italia continua a crescere lentamente tra dinamica salariale debole, costo dell’energia elevato e produttività stagnante. Contrasti che conferiscono ancora più rilevanza a questa recente vivacità dei flussi finanziari.

Giugno accende tutti i motori

I segnali si intrecciano lungo direttrici molto diverse. Nell’equity e nell’high-tech, dello storico sbarco di Bending Spoons a Wall Street (Latham & Watkins, Legance e McDermott gli advisor) è stato già scritto tutto, compreso il fatto che rappresenta un passaggio simbolico per l’ecosistema dell’innovazione italiano, segnando l’ingresso di una realtà nata in Italia nei mercati globali dei capitali. Vitalità che in qualche modo ha contagiato anche tutto il comparto fintech, come dimostrano il nuovo aumento di capitale di Satispay (con Cleary Gottlieb) e la mossa strategica della challenger bank Bunq (assistita da Lexia), che ha lanciato il proprio Iban italiano.

Sul fronte industriale e farmaceutico, giugno ha registrato una sequenza di operazioni ad alta intensità strategica. L’ingresso del fondo britannico CVC in Irca, azienda di Gallarate, operazione da circa 2 miliardi di euro (Weil, PerdersoliGattai e Legance gli advisor legali), punta alla costruzione di un polo globale degli ingredienti alimentari. La svedese Sandvik ha acquisito Diemme Filtration, gruppo romagnolo attivo nelle tecnologie di filtrazione industriale per acqua e processi produttivi, rafforzando il perimetro della sostenibilità industriale (consulenza legale Eversheds Sutherland e DLA Piper)

Angelini Pharma ha annunciato (in esclusiva a TopLegal) il closing anticipato dell’operazione Catalyst Biosciences, circa 900 milioni di dollari, leggi qui per approfondire, che accelera il proprio posizionamento internazionale nel biotech. Golden Goose ha cambiato azionista di riferimento, con Permira che ha ceduto la quota di maggioranza al fondo HSG, affiancato da Temasek e True Light Capital, in un’operazione che apre una nuova fase di sviluppo internazionale per il gruppo del lusso specializzato in sneaker e accessori Made in Italy (Gatti Pavesi Bianchi Ludovici, Ropes&Gray, Latham&Watkins e Giliberti Triscornia e Associati gli advisor legali).

Risiko bancario e ballo dei bond

Anche lo sport professionistico si è consolidato come area di investimento strutturato, sempre più attratta da capitali istituzionali e fondi internazionali. Le operazioni sul basket italiano in ottica NBA Europe (seguite tra gli altri da Campa Avvocati e PedersoliGattai) si inseriscono in questa trasformazione, che tratta i club come asset finanziari oltre che come organizzazioni sportiva.

Nel frattempo, il mercato del credito e del capitale ha confermato la propria profondità. Sul fronte bancario, Banco Bpm ha avanzato una proposta di fusione amichevole con Mps, mentre l’Opas di Intesa Sanpaolo sull’istituto senese ha rappresentato l’elemento di maggiore discontinuità nella ridefinizione degli equilibri del credito italiano (in campo gli advisor White & Case, BonelliEredePedersoliGattaiChiomenti e Legance).

Sul mercato obbligazionario, la sequenza di emissioni ha evidenziato una capacità di assorbimento elevata: il Tier 2 di Generali con (Crccd e Clifford Chance) da circa 1,25 miliardi di euro ha registrato una domanda molto superiore all’offerta, seguito dai collocamenti di Snam, Acea, Campari, Ferrovie dello Stato, CDP, Unicredit e Credem, sostenuti da una domanda robusta sul segmento investment grade. Anche il Mef si è mosso, con il Btp Italia Sì, l’ultimo titolo di Stato indicizzato all’inflazione nazionale della durata di 5 anni. Vale la pena notare, a questo proposito, che giugno non è un mese casuale per i bond: con le trimestrali archiviate, gli spread compressi e la traiettoria BCE stabile, molti emittenti hanno colto la finestra prima dell’estate.

Oltre la volatilità: il capitale è più stabile, i tassi più prevedibili

Come anticipato, non può essere una semplice sequenza di operazioni e la spiegazione non passa necessariamente dall’euforia dei mercati (vedi Ftse Mib, che ha superato la soglia record dei 50.000 punti). La possibile chiave di lettura potrebbe riguardare invece la crescente prevedibilità del prezzo del denaro e la progressiva riduzione dell’incertezza decisionale. I tassi non sono tornati ai livelli ultra-accomodanti del passato, ma la loro traiettoria è oggi più leggibile e meno esposta agli shock di politica economica e geopolitica.

La fase recente, segnata da forti oscillazioni delle scelte di policy e da una volatilità geopolitica elevata, con cambi di direzione improvvisi anche sul piano statunitense, sta progressivamente lasciando spazio a un contesto in cui il costo del capitale è diventato più stabile e leggibile. Non che il rischio geopolitico sia scomparso: i board hanno semplicemente imparato a pianificare dentro la volatilità. E quando il prezzo del denaro diventa più leggibile, anche le decisioni di investimento, rifinanziamento e acquisizione tornano a moltiplicarsi.

Il riflesso sul mercato legale

Questa stessa simultaneità si riflette in qualche modo anche nel mercato degli studi legali d’affari, osservatorio privilegiato della trasformazione in corso (tutte le notizie e le operazioni riportate le trovate sul nostro sito). Le principali insegne si trovano oggi a gestire contemporaneamente dossier di natura profondamente diversa, dall’M&A al debt capital markets, in un contesto sempre più integrato, cross-border e multi-asset. Complessità che si riflette inevitabilmente anche sulle strategie di crescita dei team. I dati del primo semestre confermano questo scenario: mentre i grandi studi tradizionali tendono ad arroccarsi nella ricerca di nuovi partner, la metà dei movimenti totali è occupata dalle piattaforme internazionali.

Se questa lettura è corretta, allora giugno rappresenta una conseguenza precisa. Potrebbe aver anticipato cioè una fase in cui le diverse forme del capitale (debito, equity, private equity e consolidamento bancario) torneranno a muoversi con maggiore continuità. Per il mercato legale significherebbe una conseguenza precisa: una domanda crescente di competenze sempre più trasversali, chiamate ad accompagnare operazioni diverse ma sempre più interconnesse.