Crescita interna ormai strutturale, scambi di partner equity al lumicino tra i grandi studi italiani e un ruolo sempre più centrale delle piattaforme internazionali nella competizione per i soci. È questa la prima fotografia del Lateral Monitor 2026 di TopLegal, realizzata sulla base dei movimenti ufficialmente annunciati dagli studi nel primo semestre dell’anno. Un quadro destinato a completarsi nelle prossime settimane con l’analisi dei movimenti effettivi del mercato, ma che già oggi evidenzia alcune tendenze destinate a incidere sugli equilibri della professione.

La prima riguarda la crescita della partnership. Le promozioni interne si attestano a quota 110, in linea con le 106 del primo semestre 2025 e con i livelli registrati nel 2024 (103) e nel 2023 (110). Un dato che conferma come la valorizzazione dei professionisti già presenti in studio sia ormai una leva strategica consolidata, più che una risposta alle dinamiche del mercato. Da segnalare le 22 promozioni a equity, trainate da sigle come La Scala (con cinque nomine) e Pirola Pennuto Zei (con quattro).

Più selettiva e ben più complessa e interessante appare invece la mobilità tra le principali insegne italiane. I partner complessivamente in ingresso restano pressoché stabili (83 contro 86 nel primo semestre 2025), mentre le uscite scendono da 82 a 55. Anche sul fronte equity il mercato si conferma poco movimentato: gli ingressi ufficiali sono 16 contro i 12 dello scorso anno, ma metà delle operazioni è riconducibile alla sola Bip Law & Tax, protagonista di una fase di forte espansione.

Limitando l’analisi ai TL25, ovverosia i venticinque studi italiani più grandi e strutturati per volume d’affari, i passaggi equity si riducono addirittura da cinque a due, e le promozioni interne a equity nella massima fascia si fermano a quota 6, dove si segnalano Bird & Bird e Gatti Pavesi Bianci Ludovici (due promozioni a testa).

È però la destinazione dei soci in uscita a raccontare il cambiamento più interessante. Circa la metà dei partner che hanno lasciato i grandi studi italiani ha scelto piattaforme internazionali o realtà in forte crescita:la stessa Bip, Boies Schiller Flexner, Charles Russell Speechlys, Hogan Lovells, Linklaters e Ropes & Gray. Più che intensificarsi la competizione tra le grandi insegne italiane, sembra quindi ampliarsi il numero degli operatori capaci di attrarre i professionisti più esperti.

In questo contesto emerge anche la capacità degli studi di assorbire rapidamente le uscite, come dimostra il caso di Advant Nctm, che ha compensato tre partenze con altrettanti ingressi. Parallelamente, gli innesti pesanti e mirati nella fascia alta del mercato -come i quattro ingressi registrati da Gianni & Origoni, i due di Crccd e i due di Pavia e Ansaldo– confermano la tendenza a un turnover selettivo.

Sullo sfondo, il consolidamento del mercato prosegue attraverso le integrazioni tra boutique e studi di fascia intermedia, ulteriore segnale di un settore che continua a crescere, ma con modalità sempre più articolate.