Il futuro della Blue Economy tra sostenibilità, normativa e competitività
Il tema è stato al centro dello Shipping Forum di TopLegal
di Francesca Lai
Il 12 maggio 2025 Napoli ha ospitato lo Shipping Forum organizzato da TopLegal, un evento che ha riunito istituzioni, aziende e professionisti del settore marittimo e della nautica da diporto per discutere il ruolo strategico del comparto nello sviluppo economico, occupazionale e ambientale del Paese.
Con oltre 60 miliardi di euro di valore aggiunto annuo e più di un milione di occupati, la Blue Economy si conferma una delle colonne portanti dell’economia italiana.
Secondo il Rapporto Nazionale 2024 di Unioncamere e Centro Studi Tagliacarne, tra il 2019 e il 2023 le imprese del settore sono cresciute del 4,3%, contro un calo medio del 2% del tessuto imprenditoriale nazionale. Un dato che pone l’Italia, per posizione geografica e vocazione, al centro delle dinamiche economiche del Mediterraneo.
La visione della Federazione del Mare
Ha aperto i lavori Mario Mattioli, presidente della Federazione del Mare, delineando un quadro d’insieme del settore marittimo italiano. La Federazione, che rappresenta l’intero sistema marittimo nazionale, è un organismo che raccoglie le principali associazioni di categoria del comparto – dalla cantieristica all’armamento, dalla logistica portuale ai servizi marittimi, fino alla formazione e alla ricerca – con l’obiettivo di promuovere una visione integrata e coordinata della Blue Economy.
Mattioli ha ricordato come il 90% del commercio mondiale viaggi ancora via mare, a testimonianza della centralità strategica del trasporto marittimo nell’economia globale. In questo contesto, l’Italia occupa una posizione privilegiata grazie alla sua collocazione geografica, alle competenze industriali e alla tradizione marittima secolare.
Lo shipping e le ricadute sul territorio
Il primo panel ha approfondito l’evoluzione normativa, le sfide ambientali e geopolitiche, e le opportunità offerte dalla logistica integrata.
Francesco d’Aniello, partner di d’Aniello & Associati, ha illustrato l’evoluzione del quadro normativo a partire dal 1997, quando venne introdotto il registro navale internazionale, seguito nel 2003 dalla tonnage tax. Due strumenti fondamentali per rendere l’Italia più attrattiva agli occhi degli armatori internazionali e favorire il rientro delle flotte sotto bandiera nazionale. Tuttavia, ha sottolineato che, nonostante i recenti aggiornamenti normativi, permane una certa complessità applicativa, in particolare per le piccole e medie imprese del settore.
È poi intervenuta Chiara Todini, founding partner di Salvini e Soci e membro del Carbon Compliance Club, per analizzare l’impatto dell’Emissions Trading System (ETS) sul comparto marittimo. Secondo Todini, l’entrata in vigore della normativa ETS impone nuove pressioni economiche alle compagnie, costrette a internalizzare i costi ambientali e a rinnovare le flotte in chiave sostenibile. Oltre alla complessità degli adempimenti, si profilano rischi legati alla competitività con i porti extra-UE, alla traslazione dei costi sui clienti e alla mancanza di linee guida uniformi per l’efficientamento delle flotte.
Marcello Di Caterina, vicepresidente di ALIS, ha posto l’accento sulla logistica intermodale come risposta concreta alle sfide della transizione ecologica. La combinazione sinergica di ferrovia, strada e mare – ha spiegato – può ridurre significativamente l’impatto ambientale del trasporto merci. Tuttavia, per essere efficace, questo modello ha bisogno di una visione infrastrutturale strategica e di maggiore coordinamento tra pubblico e privato.
Infine, Attilio Ievoli, CEO di Marnavi, ha analizzato le conseguenze delle recenti politiche protezionistiche internazionali, come i dazi statunitensi, che hanno aumentato i costi operativi e generato incertezza nei flussi commerciali.
Per Ievoli, la risposta delle imprese italiane deve essere improntata all’innovazione tecnologica, alla resilienza organizzativa e all’adeguamento ambientale, cogliendo le opportunità offerte dalle nuove rotte e dagli accordi bilaterali.
Nautica da diporto: evoluzione normativa e sostenibilità
Il secondo panel ha approfondito le prospettive della nautica da diporto, un’eccellenza italiana in piena evoluzione.
Ha aperto il confronto l’avvocato Alessandro Stabile, socio dello studio SLS Stabile, tracciando una panoramica sull’attuale contesto normativo del settore, sempre più orientato verso la sostenibilità. Stabile ha poi passato la parola agli altri relatori per un’analisi più dettagliata.
Roberto Neglia, responsabile dei rapporti istituzionali di Confindustria Nautica, ha evidenziato i progressi raggiunti in termini di semplificazione burocratica e chiarezza normativa per le immatricolazioni, pur riconoscendo la necessità di un maggiore allineamento con le disposizioni europee.
Ha poi illustrato la proposta dell’associazione per incentivare la transizione green: agevolazioni fiscali per il refitting sostenibile, accesso ai fondi del PNRR e regolamentazione chiara delle motorizzazioni ibride ed elettriche.
È quindi intervenuto Niccolò Pallesi, general counsel del Ferretti Group, che ha approfondito le sfide legali dei cantieri nautici nel percorso verso la sostenibilità. La frammentazione normativa tra Paesi rende complessa l’adozione di soluzioni standardizzate. In questo scenario, strumenti come brevetti, joint venture per l’innovazione e una solida tutela del design diventano essenziali per la competitività.
Pallesi ha anche sottolineato l’impegno di Ferretti nella formazione delle nuove generazioni, attraverso scuole di mestiere attive nei cantieri del gruppo, e ha annunciato il lancio del primo modello full electric, il Riva Iseo da 11 metri, insieme a test per l’installazione di pannelli solari sui superyacht.
L’obiettivo è ridurre l’utilizzo dei generatori migliorando al contempo il comfort di bordo. Un’innovazione accolta con entusiasmo dal mercato, che ora richiede il sostegno delle istituzioni, ad esempio con fondi PNRR per porti attrezzati alla ricarica elettrica.
Pallesi ha inoltre evidenziato una crescente attenzione contrattuale a clausole ambientali e a forme di responsabilità condivisa tra armatori e costruttori, soprattutto in relazione alla conformità green.
In chiusura, è tornato a intervenire Alessandro Stabile per riflettere sul potenziale impatto dell’intelligenza artificiale nel settore nautico. Tra i principali ambiti di applicazione: l’ottimizzazione dei consumi, la manutenzione predittiva, la personalizzazione dei progetti e il monitoraggio in tempo reale delle emissioni. L’IA, secondo Stabile, rappresenta una leva cruciale per l’efficienza e la sostenibilità dei processi produttivi.
Un’agenda per il futuro del mare
Lo Shipping Forum 2025 ha messo in luce la necessità di un approccio integrato e lungimirante per guidare il futuro del comparto marittimo e nautico italiano. Solo attraverso una strategia condivisa, che valorizzi innovazione, sostenibilità e competitività, sarà possibile rafforzare il ruolo dell’Italia come leader della Blue Economy nel Mediterraneo e oltre.
L’evento è stato reso possibile grazie al supporto
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