Gianni & Origoni advisor nell’ingresso dell’inglese Pioneer Point Partners nel capitale di Arpex
Il team guidato dai soci Fabio Ilacqua e Luigi Maraghini Garrone ha seguito gli aspetti legali dell’operazione che ha portato il fondo UK a rilevare la maggioranza del gruppo torinese
Lo studio legale internazionale Gianni & Origoni, Ey Parthenon, Prothea e Cba sono gli advisor nell’operazione di ingresso come socio di maggioranza da parte di Pioneer Point Partners, società di investimento inglese specializzata nelle infrastrutture sostenibili, nel capitale di Arpex, attivo nelle soluzioni fotovoltaiche per il settore commerciale e industriale.
Gianni & Origoni ha prestato assistenza sui profili legali dell’operazione con un team interdisciplinare guidato dai soci Fabio Ilacqua (nella foto) e Luigi Maraghini Garrone.
Prothea ha curato gi aspetti finanziari del fondo britannico con un team guidato dal managing partner David Armanini e dal senior director Tommaso Angela.
Pioneer Point Partners è stata inoltre assistita da Ey Parthenon per i servizi di due diligence finanziaria, con il team del partner Umberto Nobile e del director Stefano Robotti.
Per gli aspetti fiscali e di strutturazione dell’operazione, Pioneer è stata assistita da Cba Studio legale e tributario, con un team guidato dal partner Michele Citarella e dall’associato Luca Vitale.
L’operazione
L’operazione consente ad Arpex di rafforzare la propria posizione nel mercato nazionale del fotovoltaico e di avviare un importante piano di sviluppo pluriennale.
L’obiettivo è di evolvere progressivamente da installatore di impianti “chiavi in mano” a investitore e primario produttore diretto di energia in modalità behind the meter, ovvero con impianti dedicati anche all’autoconsumo in loco da parte delle aziende clienti.
L’ingresso di Pioneer Point Partners nel capitale prevede che i soci fondatori mantengano una quota di minoranza e continuino a guidare le attività operative di Arpex nel percorso di trasformazione in un operatore industriale di primo piano.
Saranno affiancati nella prossima fase di sviluppo da un management team guidato da Antonio Urbano, già Ceo di Sistema Rinnovabili, professionista dalla consolidata esperienza nel settore delle energie rinnovabili in Italia.
Antonio Urbano, presidente e amministratore delegato di Arpex Investimenti sottolinea: “Il percorso societario evolve verso una nuova fase di crescita, grazie all’ingresso di uno tra i principali investitori europei in infrastrutture sostenibili, che rafforza la credibilità finanziaria e l’affidabilità di Arpex come player nel percorso di decarbonizzazione delle imprese italiane”.
L’investimento iniziale del fondo sarà utilizzato per finanziare una prima tranche di 50 progetti ready-to-build in portfolio, per arrivare nel medio-lungo periodo a sviluppare fino a 100 nuovi progetti all’anno.
L’operazione rappresenta il terzo investimento in Italia del secondo fondo istituzionale di Pioneer Point Partners, Pioneer Infrastructure Partners II SCSp, che ha completato la raccolta ad aprile 2024 superando l’obiettivo iniziale di 800 milioni di euro e raggiungendo oltre 1,1 miliardi di euro di impegni.
Arpex, un po’ di storia
Fondata nel 2000 a Settimo Torinese (Torino), Arpex si è specializzata nel comparto energetico divenendo un player di riferimento nella progettazione, installazione e gestione di impianti fotovoltaici e agrivoltaici di medie e grandi dimensioni.
Negli ultimi 15 anni la società ha sviluppato e realizzato oltre 200 impianti in tutta Italia, con una capacità totale di 150 MWp di energia rinnovabile per importanti istituzioni, imprese e utilities.
Gli impianti consentono alle società clienti proprietarie di immobili industriali commerciali di produrre, senza sostenere costi di investimento, energia pulita in loco e di beneficiare di significative riduzioni dei costi energetici, oltre che contribuire alla sostenibilità e alla valorizzazione degli edifici stessi.
Arpex offre anche servizi completi di bonifica dell’amianto nella pre-installazione. Nell’esercizio 2024 la società ha realizzato ricavi per 17 milioni di euro, con un Ebitda di 5 milioni di euro.
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