GRANDE FRATELLO FISCALE PER GLI AVVOCATI IL GARANTE DELLA PRIVACY HA DETTO STOP

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Amministrazione  • 30/04/2008
di  Amministrazione
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Su Internet debutta il grande fratello fiscale, ma il garante della privacy gli ceca l’occhio!
Il sito dell’Agenzia delle entrate aveva messo a disposizione di tutti i cittadini gli elenchi dei redditi dichiarati (tutti, comune per comune, imprese e persone fisiche) e le imposte pagate dagli italiani nel 2005.
Gli elenchi erano raggiungibili attraverso un percorso on line piuttosto tortuoso. Ma alla fine si apriva “un mondo” con tanto di finestre sui redditi degli avvocati italiani.
Tra i grandi contribuenti, del 2005, spiccava Sergio Erede (nella foto), fondatore della più grande law firm italiana Bonelli Erede Pappalardo con un reddito prevalente di oltre 11 milioni, così come i suoi “pari peso” negli altri due più grandi studi d’affari nazionali, Francesco Gianni (Gianni Origoni Grippo, 6,6 milioni) e Michele Carpinelli (Chiomenti, 4,2 milioni).
L’iniziativa dell’Agenzia delle entrate arrivava in ottemperanza a quanto previsto dall’articolo 69 del Dpr 600/73 e dell’articolo 66-bis del Dpr 633/72. Inoltre, nel provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate si precisava anche che la pubblicazione era finalizzata al perseguimento di «finalità di interesse pubblico per realizzare un quadro di trasparenza e di circolazione dei dati in possesso dell’amministrazione finanziaria». Un grande atto di trasparenza, che ha scatenato un terremoto.
L’Agenzia delle Entrate ha precisato di aver ottenuto il via libera dal Garante della Privacy prima della diffusione dei dati su Internet. «È un fatto di trasparenza, di democrazia, non vedo problemi: c’è in tutto il mondo, basta vedere qualsiasi telefilm americano», ha dichiarato il vice ministro dell’Economia Vincenzo Visco a Radiocor.
«L’iniziativa dell’Agenzia delle Entrate non era mai stata sottoposta all’attenzione del Garante. Il collegio è riunito sta prendendo in esame la vicenda». È quanto precisano invece gli uffici del Garante per la Privacy. Tuttavia, nei provvedimenti di pubblicazione, ricordano dall’Agenzia delle entrate, il Garante della Privacy ha fornito il proprio via libera con decisioni del 17 gennaio 2001 e 2 luglio 2003.
Alla fine, però, il Garante della privacy ha vinto il braccio di ferro con Visco e il sito dell’Agenzia ha oscurato tutti i link che, alla fine, sono rimasti visibili solo per poche ore.

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