C’è chi ne ha studiato i contratti per imparare il mestiere, chi lo ha avuto come controparte nelle grandi operazioni e chi conserva ancora i consigli ricevuti agli inizi della carriera. A pochi giorni dalla scomparsa di Sergio Erede, TopLegal ha raccolto le testimonianze di cinque protagonisti dell’avvocatura d’affari italiana. Ricordi personali e professionali che restituiscono il ritratto di un avvocato capace di influenzare intere generazioni e di contribuire alla trasformazione della professione.
Il peso dell’autorevolezza
“Quando all’alba dei miei 30 anni, sono passato dal contenzioso con il prof Sbisà, al lavoro stragiudiziale nello studio Grippo, di m&a non sapevo nulla e non avevo punti di riferimento. Sergio Erede era già un mito e per imparare mi studiai quasi a memoria taluni suoi contratti di acquisizione societaria. Fortunatamente ebbi l’occasione di averlo al tavolo come controparte solo molti anni dopo, quando avevo maturato una buona esperienza e riuscii a “tenere botta”.
Il ricordo più vivido che ho, risale a una grande operazione di oltre 10 anni fa, riunione decisiva, al tavolo in via barozzi c’erano almeno 30 persone, tra i quali capitani d’impresa, mega managers e bankers del calibro di Alberto Nagel. Come tutte le riunioni così affollate, la gente si parlava addosso e c’era grande confusione. Sergio interveniva pochissimo, ma quando lo faceva, magicamente tutti si zittivano e in quell’occasione ho capito cosa significasse l’essere autorevole e da allora Sergio per me impersonificava l’“autorevolezza. E’ stato un grandissimo e avevamo un rapporto molto cordiale, spero di reciproca stima, ma credo fosse effettivamente così, perché a volte con la sua arguzia e fine ironia, l’ho sentito distruggere senza riserve chi evidentemente non godeva della sua stima”.
Bruno Gattai
Co-fondatore e managing partner di PedersoliGattai
Il primo business lawyer
“Sergio Erede è stato un grande protagonista della professione legale, in quanto è stato il primo ‘business lawyer’ della sua generazione; cioè un avvocato che non solo brilla per la capacità di predisporre contratti o redigere atti giudiziali, ma che affianca il cliente nelle scelte imprenditoriali, suggerendo soluzioni che consentono di raggiungere gli obiettivi in modo efficace e innovativo. Il suo stile asciutto e concreto ha aperto la strada ad una nuova generazione di avvocati e tutti noi ne sentiremo la mancanza”.
Francesco Gianni
socio fondatore di Gianni&Origoni
I consigli di un mentore
“Ho avuto il privilegio di avere l’avv. Erede come mio mentor quando, nel 1982 ipotizzando di fare un master negli Stati Uniti, mio padre mi mandò da lui perché mi desse alcuni consigli. Tali consigli, furono illuminanti e certamente contribuirono in maniera fondamentale alla mia crescita professionale. Ho sempre considerato l’avv. Erede come il creatore del ‘business lawyer’, ma al di là di questo, è sempre stato molto attento alle necessità che gli studi legali in forma associata hanno dovuto affrontare ed è stato un grande sostenitore delle attività di ASLA. L’avvocatura italiana ha perso, non solo un grande precursore dei tempi, ma soprattutto un grande uomo”.
Giovanni Lega
socio fondatore LCA Studio Legale
Dalle bretelle alle grandi operazioni
“Ho un chiaro ricordo dell’avvocato Sergio Erede, la prima volta lo incontrai nel 1996 ero giovanissimo, non ancora avvocato ed ero stato allertato di arrivare molto preparato, già aveva una reputazione di eccellenza, mi accolse con un collaboratore dell’epoca che indossava, come lui, le bretelle. Dopo tante battaglie, Telecom su tutte, per lui un ritorno con Elliott, più recentemente, abbiamo lavorato insieme sul deal Dufry-Autogrill, un successo per i rispettivi clienti, grazie ad un bel lavoro di squadra tra i Team. Protagonista di molte partite, uno spartiacque il suo viaggio”.
Filippo Modulo
managing partner Chiomenti
Il maestro degli avvocati d’affari
“Sergio Erede è stato il maestro degli avvocati d’affari. Con la sua intelligenza giuridica e la sua visione, ha contribuito a elevare la nostra professione, lasciando un segno profondo in chi, come me, ha avuto il privilegio di conoscerlo e di confrontarsi con lui”.
Filippo Troisi
co-managing partner di Legance


