OSSERVATORIO TAX

Osservatorio Tax 2024, come digitalizzazione e AI trasformeranno la direzione fiscale

I temi sono stati approfonditi alla presentazione della ricerca di TopLegal, avvenuta a Milano lo scorso 13 febbraio

16-02-2024

Osservatorio Tax 2024, come digitalizzazione e AI trasformeranno la direzione fiscale

 

di Valentina Magri

“Legandomi alla mia vecchia professione forense, il machine learning, il test mining e la network analysis sono tutti strumenti utili a fare meglio il nostro lavoro. Tutti questi strumenti orientano l'attività dell'Agenzia delle entrate in una fase propedeutica all’analisi delle condotte evasive o analisi del rischio”. Così Ernesto Maria Ruffini, direttore dell’Agenzia delle entrate e di Agenzia delle entrate-Riscossione, ha aperto lo scorso 13 febbraio la presentazione dell’Osservatorio Tax di TopLegal, in collegamento da Roma. “Tutto il nostro lavoro, ovviamente, è svolto in piena collaborazione con il garante per la privacy. Anche ieri ci siamo visti per definire con maggiore precisione le garanzie che vengono poste a tutela dei cittadini e governare al meglio tutti questi strumenti al servizio dell'economia e di un corretto adempimento fiscale”, ha precisato il direttore dell’Agenzia.

“Sono felicissimo di aver sentito il direttore Ruffini che ha detto che l’intelligenza artificiale sarà uno strumento ma non sostituirà l'attività dell'uomo. Questo sarà il grosso sforzo che l'Agenzia deve fare e noi probabilmente dovremmo anche aiutarla a non piegarsi sull'output meccanico fornito dalla dall'intelligenza artificiale, ma ad applicare quella capacità di analisi che solo l'uomo possiede”, ha chiosato Marco Capra, consigliere della Fondazione dei Dottori Commercialisti di Milano.

Laura Emma Greco, head of tax di Vodafone e membro del Comitato direttivo di Afi (Associazione dei fiscalisti d’impresa), nella sua introduzione alla ricerca ha parlato del ruolo del tax manager, che consiste soprattutto nella capacità di “spiegare in maniera chiara e semplice i concetti molto difficili anche a persone del management che non hanno competenze fiscali o di finanza. Si tratta della competenza chiave per riuscire a far bene il nostro mestiere in azienda, perché siamo una funzione che ha competenze verticali, molto tecniche. Riuscire a far capire agli altri perché siamo fondamentali è cruciale per valorizzare il nostro ruolo”.

I temi dell’Osservatorio Tax, presentati da Silvia Minnoni, ricercatrice del Centro Studi TopLegal, sono stati discussi nelle due tavole rotonde successive moderate da Valentina Magri, content coordinator di TopLegal.

Nella prima tavola rotonda, intitolata “La direzione fiscale alla prova di digitalizzazione e intelligenza artificiale”, Marco Magenta, presidente di EY Slt, ha illustrato: “Il dato è un elemento cruciale per la direzione fiscale. In questo contesto, la digitalizzazione rappresenta una leva formidabile per raccogliere, elaborare e verificare i dati, efficientando i processi ed aumentandone l’efficacia e l’accuratezza. Come abbiamo sperimentato in EY, l’intelligenza artificiale si affianca al fiscalista, sollevandolo da alcuni compiti operativi, per consentirgli di dedicarsi ad attività strategiche di più alto contenuto professionale”.

Sempre sul tema dell’intelligenza artificiale, Giuseppe Zingaro, head of group tax di UniCredit, ha affermato: “L'intelligenza artificiale non è un'opzione, ma un percorso che tutti dovremmo fare e che riguarda sia le persone, sia le macchine. Noi dobbiamo capire dove la funzione fiscale può trovare un punto di incontro tra l'utilizzo della tecnologia e gli obiettivi che un'azienda si pone nell'introdurre l'intelligenza artificiale”. Nel frattempo, l’AI in Telecom ha assunto “un ruolo da protagonista. Nella funzione fiscale il tema è l'adeguamento continuo rispetto alle modifiche normative. Pertanto, gli strumenti di intelligenza artificiale devono potersi evolvere con i cambiamenti normativi” ha sottolineato Nicoletta Savini, head of group tax di Telecom Italia.

Alberto Picariello, partner di Lawal, ha ricordato che “l'intelligenza artificiale è lo strumento con cui intercettare il rischio fiscale. È chiaro che, conoscendo le abitudini anche prospettiche di una categoria di soggetti, è più semplice indirizzare delle lettere di compliance in cui si chiede di adottare un certo comportamento. L'intelligenza artificiale credo sia uno strumento necessario all’Agenzia delle Entrate, sebbene ci sia il rischio che i contribuenti più piccoli non riescano a comprendere le sue contestazioni”.

Riccardo Baraldi, cfo e assistente alla presidenza di Andaf (Associazione nazionale nirettori amministrativi e finanziari), nella sua conclusione ha evidenziato, che “al di là del tema archiviazione, giurisprudenza e quant'altro, non credo sia così facile sostituire i professionisti che sanno veramente di fiscalità”.

Alla seconda tavola rotonda, intitolata “Gestione del rischio fiscale e contenzioso”, Maurizio Di Bernardo Maggiore, group tax manager di Recordati, ha affrontato il tema dell’integrazione della gestione del rischio fiscale nell’ambito della governance dell’acronimo Esg. “Prima una buona governance era un nice to have, ora è un must. Il mercato chiede sempre più trasparenza; ad esempio i partner chiedono spesso l’esistenza di una dichiarazione non finanziaria completa e certificata. Anche se dare informazioni sulla buona gestione del rischio fiscale non sarà sufficiente. Bisognerà dimostrare di essere ancora più virtuosi, quindi non di pagare poche imposte, ma di pagare il giusto, per dare una dimostrazione di contribuzione al benessere sociale”.

Giuseppe Franch, head of tax di Kering Italia, ha invece parlato della gestione del rischio fiscale nella holding, sottolineando come la stessa debba farsi carico di definire e trasmettere all’interno del gruppo la tax policy, che trova il proprio fondamento nei principi enunciati nel Codice Etico del gruppo. Ha inoltre approfondito il tema del transfer pricing, spiegando come e in Kering si tratti di un processo integrato e coordinato dalla funzione fiscale della holding, la quale “definisce e comunica alle partecipate le istruzioni relative alla politica di transfer pricing, fornendo altresì  indicazioni operative, sia per quanto riguarda gli adempimenti di gruppo (bilancio consolidato), che per quanto concerne gli obblighi locali (bilancio di esercizio). Infine, un aspetto molto importante è il coinvolgimento della funzione finance delle partecipate in questo processo”.

Sul tema dei rapporti tra direzioni fiscali e consulenti fiscali esterni, Pietro Piccone Ferrarotti, equity partner di Gatti Pavesi Bianchi Ludovici, ha raccontato che nella sua esperienza “quando mi chiama, la direzione fiscale ha già svolto una sua analisi e non chiede necessariamente di confermare ciò che ha intuito. A volte, vuole sapere se, sulla base della mia esperienza e della mia valutazione e di quello che ho visto, la loro comprensione dei fenomeni interni in qualche modo trovi riscontro in altre realtà”. Inoltre, il partner di Gatti Pavesi Bianchi Ludovici ha aggiunto che le imprese preferiscono rivolgersi ai consulenti fiscali esterni e pagare delle fee che consentano di dare “una copertura dei costi il più possibile pianificabile, nell’ottica di prevederli ai fini del budget”.

Infine, Massimo Marconi, partner di Carnelutti, nel commentare le principali modifiche apportate dalla riforma fiscale al processo tributario, ha sottolineato il rischio relativo all’introduzione della nuova sentenza in forma semplificata, mutuata dal processo amministrativo. “Le aziende dovranno prestare attenzione all’eventuale richiesta di sospensione della riscossione, attesa la possibilità data al giudice, a talune condizioni, di anticipare la decisione, col rischio di pregiudicare il diritto di difesa delle parti, anche alla luce del divieto, sempre introdotto dalla riforma, di produrre in appello nuovi mezzi di prova e nuovi documenti”.


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