Kyip Capital, società di gestione indipendente specializzata in operazioni di growth buy-out, annuncia di aver perfezionato la cessione di Plena Education, terzo gruppo privato italiano nell’alta formazione nell’ambito delle arti creative, a Europa Education Group, gruppo internazionale dell’education partecipato da Eqt Infrastructure e Permira e presente in Spagna, Portogallo e Andorra, che con l’acquisizione di Plena fa il proprio ingresso in Italia.
L’operazione ha visto Kyip Capital assistita da Ubs in qualità di M&A advisor e da PedersoliGattai quale advisor legale.
L’operazione conclude un percorso di investimento avviato nel 2022, durante il quale Kyip ha guidato la trasformazione e la crescita di Plena, portando il Gruppo da un perimetro iniziale di circa 2.600 studenti e 14 milioni di euro di ricavi a circa 5.300 studenti, quasi 90 programmi accademici e 14 campus in sei città italiane, con ricavi pari a circa 32,5 milioni di euro nell’anno accademico 2025-2026. Nello stesso periodo, la quota di studenti internazionali è cresciuta da circa il 7% al 19%.
Gianluca Losi, CEO e Founding Partner di Kyip Capital, ha commentato: “Plena rappresenta per noi un traguardo importante e riflette il nostro approccio alla creazione di valore. È il risultato di quattro anni di lavoro intenso insieme agli imprenditori, al management e alle persone del Gruppo, che hanno contribuito a trasformare profondamente Plena in una realtà più grande, strutturata e appetibile per un gruppo industriale di primario standing come Europa Education. Come Kyip siamo particolarmente orgogliosi di questa operazione che rappresenta la prima exit del fondo, e che coniuga un ottimo risultato finanziario con un solido progetto industriale sviluppato in questi anni.”
L’investimento riflette pienamente la tesi di investimento di Kyip: individuare mercati sostenuti da trend strutturali di crescita e ancora frammentati, investire in realtà con fondamentali solidi e potenziale inespresso e accompagnarle, insieme al management, verso una nuova dimensione competitiva. Nel mercato italiano dell’alta formazione, questa tesi si è tradotta nella scelta di mettere a sistema istituzioni con brand riconosciuti, competenze distintive e un patrimonio formativo di elevata qualità. A guidarne lo sviluppo è stato il framework proprietario Core – Digital – Culture di Kyip, applicato lungo l’intero periodo di investimento per rafforzare i fondamentali del business, accelerare la trasformazione digitale e costruire una struttura di Gruppo più integrata.
Il percorso di buy-and-build ha portato all’aggregazione di sei istituzioni accademiche italiane e, nel 2023, alla nascita di Plena Education. Alla crescita per linee esterne si sono affiancati il rafforzamento del management e una profonda integrazione operativa e digitale del Gruppo, con la centralizzazione delle funzioni sales e marketing, lo sviluppo di nuovi canali di acquisizione e relazione con gli studenti e un utilizzo più strutturato dei dati lungo l’intero funnel. Parallelamente, il Gruppo ha ampliato l’offerta con oltre 40 nuovi corsi e programmi, ottenuto nuovi accreditamenti istituzionali in Italia e all’estero, investito nell’ampliamento e nella riqualificazione dei campus, in particolare a Milano e Roma, e rafforzato il proprio posizionamento internazionale attraverso programmi di double degree e nuove partnership con università internazionali.
Carlo Privitera, Digital & Operation Founding Partner di Kyip Capital, ha aggiunto: “Plena rappresenta bene il nostro approccio alla costruzione di piattaforme: alla crescita per acquisizioni abbiamo affiancato fin dall’inizio un lavoro di integrazione e trasformazione digitale. Abbiamo ridisegnato il funnel di acquisizione e iscrizione degli studenti, introdotto un CRM e strumenti comuni a livello di Gruppo, reso più strutturato il monitoraggio dei canali e delle performance commerciali e rafforzato l’utilizzo dei dati a supporto delle decisioni. Questo ha reso più efficace la relazione con gli studenti e favorito una progressiva integrazione tra le diverse istituzioni, generando sinergie concrete senza perderne identità e posizionamento. È questo passaggio dall’aggregazione all’integrazione che ha reso Plena una piattaforma più solida e scalabile”.


