Capacità non tecniche

Come diventare un brand legale

L'insegna minimizza lo sforzo e massimizza i risultati. Ma non va confusa con l’immagine. Bisogna farsi un nome velocizzando il processo

24-06-2021

Come diventare un brand legale


di Carlotta Silvestrini*

Farsi un nome. Un’espressione di cui è noto il significato, ma talvolta ne sono sconosciute le logiche alla base. Come ci si fa un nome? C’è un metodo da seguire? Si può velocizzare il processo? Per rispondere a queste domande bisogna considerare l’elemento di matrice emotiva: la percezione di sicurezza. Farsi un nome equivale a dire diventare un brand. Il brand a sua volta è sinonimo di fiducia.

Perché? Quando siamo di fronte a una scelta – si tratti di acquistare una casa, un prodotto, una consulenza – il nostro cervello è alla costante ricerca di rassicurazioni. Vogliamo fare la scelta giusta, pagare la cifra adeguata, risolvere il problema. Chi è diventato brand risponde a queste esigenze in modo implicito. La marca è un minimizzatore di sforzo e un massimizzatore di risultati. Spesso si confonde il concetto di brand con il concetto di immagine e non c’è nulla di più fuorviante.

L’immagine di per sé (identità visuale) serve solo a collegare un determinato set di elementi grafici al brand che li ha utilizzati con costanza nel tempo, tanto da annoverare il capitale comunicativo di cui essa fa parte tra i più importanti asset intangibili. Il potere rassicurante della marca nasce invece dal fatto che con essa sono veicolati elementi propri dell’identità di marca, quali visione, missione, valori, reputazione.

Facciamo un esempio. Lo studio Tizio Caio è riconosciuto per la preparazione rispetto alla tutela di marchi e brevetti, disciplina nella quale si è specializzato nel corso degli anni puntando sull’inserimento di professionisti senior conosciuti nell’ambiente. Lo studio Caio Sempronio è altrettanto rinomato ed esperto della stessa materia, ma ha scelto di puntare su un approccio più innovativo inserendo in organico delle risorse giovani molto competenti su startup e nuove tecnologie.

Chi deve risolvere un problema specifico, come in questo caso tutelare un’opera d’ingegno, sarà di fronte a una scelta complessa. A parità di preparazione sulla materia e di una forbice di prezzo accettabile, il cliente sceglierà lo studio in cui rispecchia maggiormente in termini di valori e di modalità operative. Qualora il valore percepito, quindi il livello di sicurezza trasmessa, sia alto, è probabile che le tariffe non siano nemmeno prese in considerazione.

La definizione a monte di una propria identità di marca e il suo perseguimento costante e coerente permettono quindi di innescare in automatico tutti quei meccanismi propri del farsi un nome. (prosegue)


* Senior rebranding consultant

L'articolo completo è stat pubblicato su TopLegal review, nr. giugno/luglio 2021, disponibile su E-edicola.


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