L’espansione italiana passa dalla Svizzera
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18 nov 2021
Nctm e Pirola Pennuto Zei

L’espansione italiana passa dalla Svizzera

Le alleanze confermano il cambio di passo per gli studi italiani iniziato già prima della pandemia. Per i grandi studi è necessario guardare oltre il mercato nazionale asfittico



Un passo oltre l’alleanza per rispondere alle richieste di assistenza degli investitori lungo l’asse Europa-Asia. Questo traguardo ha spinto due studi italiani, Nctm e Pirola Pennuto Zei, verso nuovi assetti per rafforzare la presenza oltre confine. Nctm con il francese Altana e il tedesco Beiten Burkhardt ha avviato Advant, società svizzera con struttura Verein che unisce 600 avvocati. La società è governata da un consiglio composto di due rappresentanti per ogni studio legale membro che resterà un’entità legale indipendente. I tre studi hanno adottato un unico brand, incorporando il nome Advant nelle rispettive denominazioni sociali.

Partendo dall’interscambio tra le tre principali economie del Continente, l’accordo mira a supportare le multinazionali che intendono espandere le proprie attività in Europa, con un focus sull'asse Europa-Asia. Tre dei quattro uffici extra Ue di Advant sono a Mosca, Pechino e Shanghai. Oltre all’ampliamento di Advant in Europa, in particolare nella penisola iberica e nei paesi del centro nord Europa, la decisione successiva potrebbe riguardare la ricerca di un alleato statunitense. La strategia di Advant ricalca il modello sperimentato in Europa da Cms a partire dai primi anni Duemila. La profonda integrazione degli alleati di Cms per molti anni si fermava solo alla condivisione dei profitti e all’uso di un unico brand.

Pirola Pennuto Zei, sempre lo scorso settembre, è entrato in Unyer, altra associazione svizzera basata a Zurigo e lanciata pochi mesi prima dai Fidal, il più grande studio legale in Francia, e dai tedechi Luther. Il co-managing partner di Pirola, Massimo Di Terlizzi, è entrato a far parte del comitato esecutivo dell’alleanza che conta 2.500 professionisti. In questo caso, si tratta di un accordo best friends esclusivo per cui può aderire solo uno studio per Paese. Gli studi di Unyer, inoltre, mantengono la propria denominazione nei rispettivi Paesi e operano sotto un’unica insegna solo a livello internazionale.

Le alleanze confermano il cambio di passo per gli studi italiani iniziato già prima della pandemia. Per i grandi studi, diventa necessario guardare oltre il mercato nazionale asfittico e il numero esiguo di imprese dominanti già ampiamente presidiate per guardare a nuovi clienti che ora fanno riferimento ai concorrenti internazionali. Nel rafforzare il proprio raggio d’azione, inoltre, viene confermata... (prosegue)

L’articolo completo è stato pubblicato su TopLegal Review, nr. ottobre/novembre 2021, disponibile su E-edicola.

tags: NctmPirola Pennuto ZeiCmsMassimo Di TerlizziLutherFidalBeiten BurkhardtAltanaAdvantunyer
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