Private equity in attesa delle Big four
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18 nov 2021
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Private equity in attesa delle Big four

Sono entrati nuovi attori che hanno accolto team specializzati. Ma è alle società multiservizi che in prospettiva gli studi guardano con maggiore preoccupazione. I risultati dell'ultima ricerca del Centro Studi TopLegal per TopLegal Consulting



Le Big Four sono ormai alle porte. Il mercato dei servizi legali per il private equity ha visto affacciarsi nell’ultimo biennio boutique specializzate in Corporate e Finance che si sono dotate di intere squadre specializzate nell'assistenza ai fondi, frutto di spin off da realtà di maggiori dimensioni. Ma è proprio alle Big four che in prospettiva gli studi guardano con maggiore preoccupazione, anche a seguito degli ultimi lateral sul mercato. L’offerta integrata consentirebbe infatti alle società multiservizio di gestire le operazioni con interlocutori della stessa organizzazione, recuperando efficienza e qualità nel servizio, grazie alla capacità di seguire ogni singolo aspetto del deal.

È quanto emerge dall’ultima ricerca sul comparto Private equity condotta dal Centro Studi TopLegal per TopLegal Consulting, che sarà pubblicata online i primi di dicembre. L'indagine ha coinvolto 34 insegne comprensive di tutti i cluster, di cui 31 presenti nel TopLegal Index. Come visto nel Corporate/M&A, la ricerca conferma l’espansione degli studi più strutturati su deal di minore dimensione. Nel segmento mid market gli studi di fascia alta possono contare sulla forza del brand. Tuttavia, la prassi consolidata di affidare a team junior le pratiche di dimensioni ridotte controbilancia il vantaggio iniziale legato alla notorietà del nome. Ad aumentare la competitività sul mercato, sono state anche le strategie commerciali al ribasso adottate da alcuni studi medio piccoli per mantenere il presidio sul settore.

Nel complesso, il biennio segnato dalla pandemia ha compresso la marginalità dei team di Private equity, al pari di quelli attivi in altre practice. Le ore fatturate tra il 2019 e il 2020 sono cresciute in media dell'8,8%; quelle effettivamente incassate del 5%, segno di una maggiore flessibilità dei soci ad andare incontro alle esigenze di imprese e fondi nei mesi di lockdown, in cui alcuni deal sono stati congelati o rimandati. Il 71% delle insegne nel biennio ha comunque dichiarato un aumento delle ore fatturabili; solo il 7% ha ammesso un calo delle attività.

La practice continua ad attrarre investimenti da parte degli studi. L’83% dei rispondenti ha intenzione di espandere i team di Private equity nei prossimi mesi; il 47% è pronto ad accogliere nuovi soci, una delle percentuali più alte rispetto a quelle viste su altre practice.

Considerando la domanda, gli studi hanno notato nel 2020 una maggiore presenza di family office e club deal, che permettono una maggiore flessibilità di operare su più settori industriali. I professionisti sono stati chiamati ad assistere a operazioni sempre più orientate a temi Esg, costringendo all’adozione di nuove tecniche giuridiche, quali earn out legati all'utilizzo di processi a basso impatto ambientale e finanziamenti con formule di green leverage. Continuano a svilupparsi, inoltre, nuovi strumenti di investimento come i search fund, veicoli d'investimento in Pmi per aspiranti imprenditori finanziati con capitale fornito da una platea selezionata di investitori.


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